lug
26
#4: Spingere sull’acceleratore appena superato un Radar Kontrolle
luglio 26, 2010 | Commenti disabilitati
I cento piaceri che viviamo da Italiani a Monaco di Baviera
Sono temutissimi, possono decidere delle tue sorti economiche o modificare radicalmente le tue abitudini in fatto di mobilità. Sono i Radar, infernali aggeggi che misurano il superamento dei limiti di velocità da parte di incauti automobilisti. La tecnica è semplice: si mette un limite di velocità assurdamente basso su una strada a scorrimento rapido, si piazza l’infernale marchingegno in una posizione semi-nascosta ed il gioco è fatto.
Tuttavia nella maggior parte dei casi tali trappole sono segnalate qualche decine di metri in anticipo e gli apparecchi sono in posizioni spesso fisse, per cui spesso si conosce il punto in cui si è attesi alla severa prova. Ed allora si inizia a trattenere il fiato, si rallenta facendo violenza a se stessi e alla propria indole, un senso di oppressione si affaccia nell’anima, visioni angoscianti di sanzioni punitive, i metri sembrano non scorrere mai, 45 km/h, no meglio non rischiare, 30 km/h, vien voglia di tirare il freno a mano, ormai si è un vista, nessun lampo squarcia ancora il buio di questa notte in strada, ancora pochi metri e questa prigione sarà alle spalle, le catene saranno spezzate, Spartaco sarà libero di correre verso la sofferta liberta…
È andata! Il piede si abbatte sull’acceleratore come rivalsa della breve ma intesa sofferenza, un profondo respiro di sollievo, anche questa volta l’abbiamo scampata, anche questa volta non avrete il mio scalpo, visi pallidi!
MERAVIGLIOSO!
lug
21
#3: Il controllore sulla Sbahn quando ho il biglietto
luglio 21, 2010 | Commenti disabilitati
Altra meravigliosa emozione da italiano a Monaco di Baviera
È tardi, sono qui sul marciapiede insieme a ragazzotti alticci e vocianti che aspetto la mia Sbahn, sono sfatto, verdammt!, avrei dovuto prendere la macchina ma non avevo voglia di cercare parcheggio… Il treno arriva, salgo e mi butto su un sedile libero, al mio lato una signora anziana ma curata, di fronte a me uno dei ragazzotti vocianti, frammento di quella umanità sudaticcia e alcolica con la quale solo il sabato notte entro in contatto, per mia buona sorte.
Si parte, provo a rilassarmi ma il trambusto intorno mi irrita, devo resistere solo pochi minuti, poi quella piacevole camminata verso casa nel fresco della sera, di per sè già meravigliosa. Tutt’a un tratto… eccoli, sono in due, piuttosto grossi, sembrano tranquilli ma pronti a tutti, lo sono anch’io. Un rapida controllata nel mio portafoglio, e… c’è! La mia ISAR Card 9 Uhr, settimanale, presa lunedì e quindi valida, sono pulito…
Si avvicinano, mi voglio godere il momento con lentezza, mi ripaga delle ansie provate le poche ma sofferte volte che ho viaggiato da clandestino. Ci siamo, Fahrschein bitte!, il tono non ammette repliche. La signora sembra infastidita, quasi offesa dalla richiesta, come fosse una insultante mancanza di fiducia, mostra il suo talloncino con malcelato sdegno, seccata di averlo dovuto cercare. Nel frattempo il giovinotto prende tempo, prova a fingersi assopito ed assente, ma in modo maldestro, la sua fine è segnata.
Io con lentezza tiro fuori il portafogli, cerco con fare perplesso, con calma, molta, moltissima calma… Ma il ragazzotto sembrerebbe poter approfittare dell’occasione, vorrebbe dileguarsi, invece no, deve pagarla per tutti questi fastidiosi ragazzotti che mi rovinano il ritorno a casa con la loro sfrontatezza ed energia, la stessa che una volta avevo anch’io… allora mi muovo rapido, esibisco orgoglioso il biglietto dalla sua custodia in plastica che ebbi in omaggio anni fa, al primo abbonamento… i riflettori sono adesso tutti per te, ragazzino, vediamo che sai fare!
Il finale è già scritto, non ci possono essere negoziati, quei due non perdonano, devi declinare le tue generalità mentre le ragazzine intorno ridono di te… io devo scendere ma faccio ancora in tempo a lanciargli uno sguardo di rimprovero e compatimento, io almeno non mi sarei fatto beccare, io l’avrei fatta franca.
Scendo e mi lascio alle spalle il loro sudore, le loro risate e la puzza di alcool, adesso sono solo che cammino nel silenzio, respiro profondamente l’odore della notte e sono felice.
MERAVIGLIOSO!
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