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Carnem levare
febbraio 16, 2010 | Commenti disabilitati
Una volta all’anno è lecito impazzire, ovvero l’origine del Carnevale

La parola “Carnevale” deriva dal latino “Carnem levare” (eliminare la carne), in quanto nell’antichità indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di carnevale, ovvero il martedì grasso, prima dell’inizio dell’astinenza della Quaresima. Il carnevale, però, non finisce ovunque il giorno di martedì grasso: fanno eccezione il carnevale di Viareggio, quello di Ovodda in provincia di Nuoro, il carnevale di Poggio Mirteto a Rieti e il carnevale di Borgosesia, nella provincia di Vercelli.
“Semel in anno licet insanire”: una volta all’anno è lecito impazzire, questo antico detto rappresenta lo spirito del Carnevale, ovvero il rovesciamento dell’ordine per un breve periodo, che risale alle tradizioni dei saturnalia latini e dei culti dionisiaci con cui si salutava il passaggio dall’inverno alla primavera. Caratteristiche delle rappresentazioni simboliche erano le maschere, che sono rimaste nella storia del Carnevale.
La pratica del travestimento risale al Paleolitico, quando, in occasione dei riti magici, gli stregoni si adornavano di piume e sonagli e si coprivano il volto con maschere dipinte dall’aspetto terrificante per scacciare gli spiriti maligni.
In età romana l’uso delle maschere era legato ai Baccanali, le feste in onore di Bacco, che animavano le strade, tra fiumi di vino e danze, mentre il passaggio dall’inverno alla primavera veniva celebrato di notte con i festeggiamenti di Cerere e Proserpina. Al passaggio delle stagioni erano legati anche i Saturnalia, le feste sacre a Saturno, che si celebravano in marzo e dicembre per sette giorni, durante i quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa, mentre un “Re della Festa”, eletto dal popolo, si occupava dei giochi nelle piazze e degli spettacoli dei gladiatori.
Il tema del rovesciamento è rimasto nello spirito del Carnevale, periodo in cui apparentemente tutto era lecito, che consentiva, in realtà, di circoscrivere in un tempo prestabilito e limitato la libertà di abbandonarsi agli eccessi e di dare agli umili l’illusione di essere simili ai potenti, un modo per alleggerire le tensioni e mantenere il consenso.
Oltre le Alpi, in Germania, particolarmente caratteristico è il Carnevale che si celebra a Colonia: inizia il giorno 11 novembre alle ore 11 e 11 minuti esatti, con la nomina del Principe, del Fante e della Vergine, i tre personaggi principali delle feste. Solo il giovedì grasso questi tre personaggi scendono tra il pubblico a dare il via alle celebrazioni. Questa giornata è interamente dedicata alle donne, che dominano nelle case, negli uffici e nei negozi. Prendono il comando della città e possono permettersi ogni libertà nei confronti dell’uomo. Mascherate, catturano i loro compagni, considerati per l’occasione veri e propri nemici e, come svolgessero una specie di rito, tagliano loro la cravatta.
Altro appuntamento importante è il Lunedì delle Rose. Si tratta del momento culminante del Carnevale di Colonia: il corteo, al quale partecipano migliaia di persone, inizia 11 minuti prima delle 11 e termina solo a pomeriggio inoltrato, dopo lo svolgimento di un itinerario di 6,5 chilometri che attraversa tutta la città e dai carri vengono lanciate quantità enormi di garofani e cioccolato.
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