Visite guidate a Dachau in lingua italiana

giugno 17, 2011 | Commenti disabilitati

Visita guidata in lingua italiana con seguente tema : “Prigionieri italiani nel campo di concentramento di Dachau”.

Il campo concentramento di Dachau

Il campo concentramento di Dachau

Riportiamo volentieri un interessante comunicato giuntoci in redazione.

“Dopo la capitolazione dell’Italia avvenuta l’8 settembre 1943 arrivarono i primi prigionieri italiani nel campo di concentramento di Dachau: essi venivano considerati “alleati infedeli e traditori” e di conseguenza finirono al fondo della gerarchia del Lager. Venivano terrorizzati e maltrattati sia dalla SS che da molti altri prigionieri, i quali continuavano a ritenerli alleati di un governo fascista. Nel campo di concentramento di Dachau arrivarono fino al 1945 più di 9500 prigionieri italiani, dei quali oltre 1600 qui vi morirono. La visita guidata in lingua italiana darà una visione sulla storia del campo di concentramento di Dachau approfondendo particolarmente lo sguardo sul destino dei prigionieri italiani.

Gli appuntamenti:
Domenica, 10.07.2011, dalle ore 11:30 alle 14:00
Domenica, 04.09.2011, dalle ore 11:30 alle 14:00

Guida: Stefania Gavazza Zuber / Maurizia Puglia
Punto di incontro: Centro visitatori del campo commemorativo di Dachau
Prenotazione: entro le ore 11:15 dello stesso giorno della visita presso il punto informazioni del centro visitatori del campo.
Costo: Euro 3,- a persona”

Conferenza a Monaco: Il Risorgimento e la società italiana

maggio 15, 2011 | Commenti disabilitati

Incontro organizzato dai genitori della Sezione Italiana della Scuola Europea.

Logo dei 150 anni dell'unità d'Italia

Logo dei 150 anni dell'unità d'Italia

Riportiamo l’annuncio di un’interessante iniziativa, così come ci è giunto in Redazione.

Nell’ambito delle iniziative per l’anniversario dell’Unità d’Italia i genitori della Sezione Italiana della Scuola Europea organizzano
una conferenza sul tema: Il Risorgimento e la società italiana. Relatore: Professor Bressan, Universitá di Macerata.

Scuola Europea di Monaco di Baviera (Sala Erasmus), Elise-Aulinger-Str. 21, Venerdí 20 maggio ore 17.

Il centocinquantesimo anniversario dell’Unità può essere l’occasione per parlare della società italiana, quella che nei decenni successivi si è, sia pure faticosamente, realizzata intorno a un’idea di nazione sentita in diversi modi ma largamente condivisa. Il Risorgimento attuato dalla classe dirigente aveva avuto davvero molti padri, uniti dalla comune aspirazione alla libertà e all’indipendenza, dai liberali moderati ai cattolici neoguelfi, dai mazziniani ai federalisti democratici. Le scelte concrete – discusse ma spesso inevitabili, dopo la svolta rappresentata dagli avvenimenti del 1848 – portarono a
dolorose lacerazioni, spesso aggravate da atteggiamenti di chiusura sociale durati troppo a lungo, come dimostra in particolare la “questione meridionale”. Eppure il quadro saldamente acquisito di istituzioni liberali aperte alla democrazia e, ormai per tutti, di una patria comune fece in modo che le diverse voci di opposizione dessero, dal 1861 alla vigilia della Grande Guerra, un contributo decisivo alla costruzione di una nuova cittadinanza. L’itinerario andò, per così dire, dalla “divisione” alla “condivisione”, coinvolgendo alcuni tra i momenti più significativi della vita e dell’organizzazione sociale.

Ingresso libero.

Barbara Kleiner presenta: Angelo di bontà

marzo 12, 2011 | Commenti disabilitati

Il romanzo di Ippolito Nievo tradotto nell’ambito dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Copertina di Engel an Güte di Ippolito Nievo

Copertina di Engel an Güte

Pubblichiamo la presentazione di un interesante evento culturale, dal sito dell’Istituto Italiano di Cultura.

“Storia del secolo passato, questo è il sottotitolo del primo romanzo di Nievo, edito nel 1856. In effetti il racconto è ambientato nella Venezia degli anni 1748/49 – un periodo caratterizzato dalla libertà dei costumi e dall’enorme sfoggio di sfarzo e lusso, durante il quale si stava già avviando il tramonto della Serenissima.

Nievo traccia con abile leggerezza il profilo della società dell’epoca: aristocratici decaduti, scaltri uomini politici e dame vanitose. Tra queste vi è la figlia di un nobile caduto in disgrazia, la quale, incorruttibile, porta alla luce tutte le macchinazioni e coinvolge in un processo catartico tutti i personaggi .
Incantevoli descrizioni della laguna fanno da sfondo alla storia di una conversione, nella quale si affermano i primi principi di una scala di valori borghesi – un’anticipazione della grande impresa del Risorgimento, alla quale Nievo prenderà parte e che gli costerà la vita.

A Barbara Kleiner è stato conferito il premio per la traduzione in tedesco di Confessioni di un italiano da parte della Kunststiftung Nordrehin- Westfalen. Per la nuova traduzione di Angelo di bontà, che lascia trasparire l’effervescente ironia dell’autore in un tedesco contemporaneo, riceve il Premio italo-tedesco per la traduzione 2011.”

Informazioni sull’evento:

Data: giovedì 17 marzo 2011 alle ore 19.

Luogo: Istituto Italiano di Cultura, Hermann-Schmid-Straße 8, Monaco di Baviera.

Organizzatori: Istituto Italiano di Cultura, Manesse Verlag e Forum Italia.

La Giornata della Memoria

gennaio 22, 2011 | Commenti disabilitati

Iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura per celebrare la Giornata della Memoria.

Giornata della memoria

Giornata della memoria

Il prossimo giovedì 27 gennaio, alle ore 19:00, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Hermann-Schmid-Str. 8, München – U3/U6 “Goetheplatz”) avrà luogo la celebrazione della “Giornata della Memoria“.

Ecco cosa prevede il programma:
Saluto: Giovanna Gruber, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura
Introduzione: Brigitte Bruns
Proiezione del film: “Die letzte Chance” (Regia: Leopold Lindtberg, Svizzera 1945, 104 min., bianco e nero, in inglese e in italiano con sottotitoli in tedesco).

Una breve recensione del film:
“Girato in Svizzera nel 1945, prima della fine della Guerra, questo film si annovera tra le opere di grande pregio della storia della cinematografia. Tra i protagonisti compare Therese Giehse, un’icona tra le attrici tedesche del suo tempo.

Il film racconta la storia di un gruppo di profughi ebrei, che dall’Italia spera di ottenere asilo in Svizzera. Durante un attacco aereo, un sottotenente inglese e un sergente americano riescono a fuggire da un convoglio di prigioneri e provano a varcare il confine svizzero. Dopo un’estenuante fuga, il gruppo riesce ad aggirare i doganieri tedeschi e a raggiungere il confine svizzero, dove le guardie respingono più volte i civili. Con l’aiuto degli ufficiali alleati ottengono infine un permesso per entrare in Svizzera.”

Al termine seguirà una breve discussione. Intervento musicale di Leonard Furda (violino) e Octavian Renea (pianoforte). Opere di F. Kreisler, G. Gershwin e F. Chopin.

Ingresso libero. Organizza: Istituto Italiano di Cultura, Gesellschaft zur Förderung jüdischer Kultur und Tradition e. V., Consolato Generale Svizzero di Monaco di Baviera.

Concerto e danze giapponesi per Hiroshima a Marienplatz

agosto 5, 2010 | Commenti disabilitati

Manifestazione artistica nel giorno 65. Anniversario di Hiroshima

Il 6 Agosto è il giorno della memoria di Hiroshima

Il 6 Agosto è il giorno della memoria di Hiroshima

Il 6 Agosto ricorre il 65. anniversario dello scoppio dell’atomica su Hiroshima che causò la morte di circa 140.000 persone ed un incalcolabile numero di feriti e contaminati dalle radiazioni negli anni a seguire.

Venerdì 6 Agosto dalle ore 18 alle 21 a Marienplatz per commemorare l’evento si terranno un concerto ed una esibizione di danza. Il pianista e compositore giapponese Yuko Gulda suonerà dei brani da lui composti e la ballerina Kazuko Kurosaki danzerà sulla sua musica. I due artisti organizzano da anni manifestazioni per il giorno della memoria di Hiroshima per l’ONU in Vienna.

Ulteriori dettagli sul volantino della manifestazione.

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Il carattere italico

maggio 21, 2010 | Commenti disabilitati

Perché il celebre stile tipografico viene detto italico

Un testo del XVI secolo dell'editore Manuzio

Un testo del XVI secolo dell'editore Manuzio, sottotitolo in stile italico

Chi lavora con programmi di scrittura di testi come Microsoft Word o altri dello stesso genere, ha già da tempo familiarizzato con il cosiddetto stile italico, attivabile tramite un tasto che raffigura una I inclinata. Il testo italicizzato viene rappresentato tramite caratteri inclinati verso destra. Ma da dove viene il nome “italico”?

In realtà sono storici i motivi che hanno determinato l’affermarsi di questo concetto, legato all’alba dell’era della stampa nel nostro Paese. Nel XV secolo infatti si affermò in Italia uno stile tipografico obliquo che a quanto pare serviva per rendere la stampa più compatta e, come risultato, il libro più maneggevole. La tipografia italica fu inventata nel 1501 da Aldo Manuzio, tipografo ed editore italiano attivo tra Firenze e Venezia, ed i primi caratteri vennero forgiati da Francesco da Bologna. Il primo volume stampato con tali caratteri italici fu una raccolta di satire dello scrittore latino Giovenale. Il nome completo dello stile tipografico era Aldino Italico, modellato sulla calligrafia di Poggio Bracciolini, noto al suo tempo per la sua bella e regolare scrittura.

Il carattere Aldino Italico, in seguito chiamato solo Italico, fu addirittura brevettato secondo le modalità dell’epoca, in quanto sia il senato veneziano sia il papa garantirono al Manuzio, che era forse il più conosciuto editore italiano dell’epoca, il diritto di sfruttamento della sua creazione. Da allora la fortuna ha arriso a questo prodotto di creatività italiana, di cui forse non siamo granché consapevoli, ma di certo conosciuto in tutto il mondo.

Rubrica: Cultura - Argomenti: , ,

Scopriamo la nobile origine di alcune famose espressioni

Ritratto di Napoleone all'apice della sua potenza

Ritratto di Napoleone all'apice della sua potenza

La morte di Napoleone Bonaparte in esilio sull’isola di Sant’Elena, avvenuta il 5 Maggio 1821, impressionò profondamente Alessandro Manzoni, tanto da indurlo a scrivere di getto questa celeberrima ode, alcuni versi della quale sono passati nel linguaggio colloquiale per la loro bellezza ed efficacia.

Il Manzoni non intendeva tanto celebrare la morte di un imperatore e condottiero militare divorato dall’ambizione e dal desidario di conquista e sottomissione delle nazioni europee (tra cui anche l’Italia), quanto riflettere sulla vicenda spirituale di chi era stato la massima espressione di forza e potere della sua epoca, ed era stato ridotto alla dimensione umana dalla solitudine e dalla morte.

Alcuni versi, come detto, sono rintracciabili nel linguaggio comune, ma forse non tutti conoscono la loro provenienza. Proviamo a scoprirne alcuni, a cominciare dall’esordio dell’ode con il celebre Ei fu.

“Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie’ mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.”

Continuiamo con l’altrettanto celebre Dall’Alpi alle Piramidi:

“Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;”

E come dimenticare Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza:

“Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.”

E concludiamo con il verso molto citato in vari contesti l’un contro l’altro armato:

“Ei si nomò: due secoli,
l’un contro l’altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe’ silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor.”

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