Le zeppole di san Giuseppe

marzo 24, 2010 | Commenti disabilitati

Una specialità pugliese per la festa del papà.

Le zeppole di san Giuseppe, dolce tipico pugliese per la festa del papà

Le zeppole di san Giuseppe, dolce tipico pugliese per la festa del papà

Pubblichiamo oggi con grande piacere la lettera di una nostra lettrice, Frida di Lecce, che ci propone le zeppole di San Giuseppe, dolce tipico della festa del papà che ricorre, come noto, il 19 di Marzo.

“Gentile Redazione del Blog degli Italiani a Monaco,

Vi invio la ricetta di un dolce tradizionale che mangiamo a Lecce il giorno di San Giuseppe. Buon appetito a tutti i papà a Monaco, Italiani e Tedeschi. Ciao!

Zeppole di San Giuseppe
Ingredienti:
250g farina, 350g acqua, 65g burro o margarina, un pizzico di sale, 5-6 uova, zucchero a velo, abbondante olio per friggere e, per decorare, crema bianca pasticcera.

Preparazione:
Si mette l’acqua, il burro e il sale sul fuoco in una pentola, appena il tutto incomincia a bollire, si versa in un colpo la farina e si gira energicamente finché il composto si stacca dalle pareti, si lascia raffreddare in una ciotola e quindi si incorporano le uova, una per volta, in modo che risulti un impasto compatto (come quello del pane). È possibile aumentare o ridurre la quantità di uova secondo la grandezza.

Su carta da forno 5X5cm formare dei cerchi con la pasta e friggere in olio, girando affinché le zeppole si gonfino uniformemente, (nel friggere il buco di mezzo si deve quasi richiudere), scolare su carta assorbente, spolverare con zucchero a velo e decorare con crema pasticcera e, se disponibile, anche crema al cioccolato, giusto un ciuffo al centro. Ecco pronte le zeppole che tradizionalmente prepariamo a Lecce per la festa del papà!”

Inviateci pure le vostre ricette tradizionale tramite il nostro formulario di contatto, saremo lieti di pubblicarle!

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Orecchiette con le cime di rape

febbraio 5, 2010 | Commenti disabilitati

Il piatto invernale per eccellenza delle province di Bari e Taranto.

Orecchiette e cime di rape, un classico della tradizione pugliese

Orecchiette e cime di rape, un classico della tradizione pugliese

Accanto ad innumerevoli piatti di mare, la ricchissima cucina pugliese propone una ricetta squisita e nel suo genere unica, le orecchiette con le cime di rape.

Le orecchiette, note nel tarantino come “chiancarelle” (nome probabilmente derivato da “chianca” o pietra, da cui il significato pietruzze) o “recchted” (piccole orecchie, per via della caratteristica forma a cupola), vengo anche dette “stracinate” per via del caratteristico movimento di trascinamento che le produce.

Le orecchiette nascono da un impasto di grano duro, acqua e sale. Le sapienti mani delle nonne realizzano durante la lavorazione dei sottili e lunghi cilindri di pasta da cui si tagliano frammenti della dimensone di un unghia. Con l’aiuto del manico di una forchetta si realizzano le caratteristiche forme bombate, proprio per trascinamento del frammento sulla tavolozza di legno su cui si è impastato. Naturalmente la tradizione non ammette deroghe, le orecchiette devono assolutamente essere fatte in casa e necessitano di una giornata di riposo, per eliminare l’umidità in eccesso.

Le cime delle rape invece, si presentano come verdi infiorescenze, talvolta già macchiettate dai caratteristici fiorellini gialli. La foglia della rapa deve essere scartata in quanto troppo stopposa per un piatto delicato come questo, mentre le cime, lavate e fatte scolare, vengono cucinate per una decina di minuti in aqua bollente salata. Al termine di questa fase, le cime, ormai decisamente ammorbidite, vanno estratte dall’acqua di cottura (attenzione, non scolate), per essere ripassate in padella con olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino e filetti di acciuga. Si consiglia di schiacciare l’aglio durante la cottura e di eliminarlo.

Nel frattempo la verde acqua di cottura delle rape viene riutilizzata per cuocere le orecchiette, normalmente per una durata di pochi minuti. Le orecchiette scolate vengono a loro volta mantecate nella padella in cui riposano le cime di rape ed è qui che i sapori delle rape stesse, delle acciughe, dell’olio e della pasta si fondono a realizzare il miracolo.

Un ultima avvertenza per gli amici tedeschi… il formaggio qui è vietatissimo!

Buon appetito!

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Presentiamo una specialità tipica dalla Puglia, che forse non tutti conoscono.

Frisella con pomodori, olio extravergine d'oliva, sale ed origano

Frisella con pomodorini, olio extravergine d'oliva, sale ed origano

La frisella, nota anche come frisa o fresella, è un tarallo di grano duro o di orzo che viene fatto cuocere in forno con una tecnica che permette di realizzare una superficie superiore porosa ed una superficie inferiore compatta. La frisella non deve essere in alcun modo confusa con la bruschetta che invece viene preparata con fette di comune pane casereccio tostate nel forno.

La frisella è un alimento antico nella tradizione pugliese, veniva consumata nelle zone costiere con un condimento di pomodoro semplice e dopo averla inzuppata nell’acqua di mare. Era cotta in grandi forni pubblici ed acquistata in notevoli quantità dalle classi più umili, in quanto, grazie agli ingredienti ed al metodo di cottura, può conservarsi molto a lungo come tarallo secco, per poi essere ammorbidita con una rapida immersione in acqua.

Da queste pagine si lancia un appello accorato a quanti siano in grado di indicare un luogo a Monaco in cui sia possibile acquistare la vera frisella d’orzo pugliese.

Per i fortunati che già ne disponessero, ecco la ricetta della vera ed unica frisella al pomodoro pugliese: Leggi tutto »

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