feb
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Incontri di letteratura spontanea
febbraio 4, 2011 | Commenti disabilitati
Leggere una poesia ed incontrare altri amanti della scrittura in lingua italiana.
Vogliamo oggi segnalarvi un’interessante iniziativa per chi ama scrivere racconti e poesie o soltanto ascoltarle.
Venerdì 11 febbraio, alle ore 18:00, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Hermann-Schmid-Str. 8, München) avrà luogo l’ormai classico appuntamento con gli “Incontri di letteratura spontanea“. Chiunque può leggere una piccola poesia, un racconto, una storia o anche solo parlare di qualcosa o domandare o ascoltare gli altri. Come in ogni incontro alla migliore testimonianza orale o scritta sarà assegnato il premio in onore della Signora Fiorani in Muhm. Organizza l’incontro il signor Giulio Bailetti.
L’ingresso è gratuito. Per informazioni si può consultare il sito www.letteratura-spontanea.de
set
13
La tarda estate dei poeti
settembre 13, 2010 | Commenti disabilitati
Una serata internazionale di tarda estate dedicata alla poesia.
Vi proponiamo con piacere il comunicato stampa dell’Istituto Italiano di Cultura su un interessante festival di poesia a Monaco.
“Nel panorama culturale europeo vige unanimità almeno su di un punto, cioè sulla capacità della letteratura, ed in particolare della poesia, di essere un ponte tra le culture al di là dei confini politici, spirituali o di qualsiasi altro tipo. Come può tuttavia la poesia contemporanea realizzare questo importante obiettivo nel panorama linguistico europeo? Attraverso quali forme espressive? E come può affermarsi nei meccanismi della distribuzione editoriale di ciascun Paese? Su quali basi si può instaurare un dialogo che valichi i confini nazionali?
Il festival „La tarda estate dei poeti“, un’iniziativa delle rappresentanze consolari di vari Paesi a Monaco di Baviera e della Fondazione Lyrik Kabinett, si propone come un nuovo forum aperto a questi interrogativi. Una volta l’anno, in una serata di tarda estate, poeti provenienti da varie nazioni europee verranno invitati per un ciclo di letture pubbliche, colloqui e scambi culturali: i poeti dell’edizione 2010 sono Antonella Anedda e Claudio Pozzani (Italia), Michèle Métail (Francia), Jean Portante (Lussemburgo), Christian Uetz (Svizzera) e Gino Chiellino (Germania).
In una tavola rotonda i rappresentanti di varie case editrici esprimeranno il loro parere sulla situazione della poesia in ambito internazionale. A questa edizione partecipano Piero Salabé (redattore editoriale presso Carl Hanser Verlag, Monaco di Baviera), Roland Hoffmann (litteraturverlag roland hoffmann, Monaco di Baviera) e Carolin Dabrowski (Schöffling Verlag, Francoforte sul Meno).
„La tarda estate dei poeti“ sarà accompagnata musicalmente dal Stephanie Lottermoser Trio.
Il rinfresco al termine della manifestazione sarà gentilmente offerto da Feinkost Farnetani.
La prima edizione di „La tarda estate dei poeti“ avrà luogo presso la Schweizer Haus München, Leopoldstr. 33. L’evento si svolgerà giovedì 16 settembre 2010 alle ore 18 (chiusura della serata prevista per le ore 21.30 circa). Modera la serata Christian Döring.”
mag
19
La ballata delle donne
maggio 19, 2010 | Commenti disabilitati
Una poesia in ricordo del poeta Edoardo Sanguineti scomparso ieri
In ricordo del poeta Edoardo Sanguineti pubblichiamo una delle sue più belle poesie, la “Ballata delle donne“. Poeta, narratore, critico letterario e militante del PCI, Sanguineti si mosse tra la neoavanguardia, la sperimentazione poetica poetica, ed un linguaggio che ricalca la concretezza della quotidianità, come nel caso della poesia proposta.
Ballata delle donne
“Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.”Edoardo Sanguineti
mag
5
Ei fu – Il cinque maggio di Manzoni
maggio 5, 2010 | 1 Commento
Scopriamo la nobile origine di alcune famose espressioni
La morte di Napoleone Bonaparte in esilio sull’isola di Sant’Elena, avvenuta il 5 Maggio 1821, impressionò profondamente Alessandro Manzoni, tanto da indurlo a scrivere di getto questa celeberrima ode, alcuni versi della quale sono passati nel linguaggio colloquiale per la loro bellezza ed efficacia.
Il Manzoni non intendeva tanto celebrare la morte di un imperatore e condottiero militare divorato dall’ambizione e dal desidario di conquista e sottomissione delle nazioni europee (tra cui anche l’Italia), quanto riflettere sulla vicenda spirituale di chi era stato la massima espressione di forza e potere della sua epoca, ed era stato ridotto alla dimensione umana dalla solitudine e dalla morte.
Alcuni versi, come detto, sono rintracciabili nel linguaggio comune, ma forse non tutti conoscono la loro provenienza. Proviamo a scoprirne alcuni, a cominciare dall’esordio dell’ode con il celebre Ei fu.
“Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie’ mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.”
Continuiamo con l’altrettanto celebre Dall’Alpi alle Piramidi:
“Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;”
E come dimenticare Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza:
“Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.”
E concludiamo con il verso molto citato in vari contesti l’un contro l’altro armato:
“Ei si nomò: due secoli,
l’un contro l’altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe’ silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor.”
feb
22
Tanto gentile e tanto onesta pare
febbraio 22, 2010 | Commenti disabilitati
Dalla Vita Nova il più bel sonetto amoroso di Dante Alighieri.

Dante incontra Beatrice sul ponte della Santa Trinita, Henry Holiday, 1883
Il celeberrimo sonetto di Dante che qui riproponiamo rappresenta il culmine del Dolce Stil Novo, movimento poetico del tredicesimo secolo italiano. Attraverso la raffinata espressione di nobili pensieri e sentimenti si esalta la dolcezza e non la sofferenza, la dimensio ne contemplativa su quella passionale.
E chi meglio del Sommo Poeta poteva interpretare l’amore nella sua forma più pura? I suoi versi sono eterni, il suo sentire è il nostro sentire.
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova;e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.Dante Alighieri
feb
17
Timeo Danaos et dona ferentes!
febbraio 17, 2010 | Commenti disabilitati
Dall’Eneide di Virgilio l’episodio di Laocoonte.

Morte di Laocoonte e dei suoi figli
Nel Libro II dell’Eneide, capolavoro di Publio Virgilio Marone, il futuro fondatore della stirpe romana Enea, scampato alla distruzione di Troia ed approdato alla corte della regina Didone, narra le vicende delle ultime ore della città.
Come noto i Greci, su suggerimento dell’astuto Ulisse, avevano donato un cavallo di legno alla città di Troia, per suggellare la fine delle ostilità. Questo si rivelerà essere un inganno fatale, giacché il ventre del cavallo è pieno di soldati greci che nottetempo spalancheranno le porte di Troia al resto delle loro truppe e per la città non ci sarà più scampo.
Tra i pochi che avevano cercato di mettere in guardia dal pericolo incombente, oltre alla profetessa Cassandra, c’è l’anziano veggente Laocoonte che pronuncia la celebre frase “Timeo Danaos et dona ferentes” ossia “Temo i Greci anche quando portano doni”.
Poseidone dio dei mari, per impedirgli di mandare a monte il piano dei Greci che a lui erano devoti, fa emergere dall’acqua due orrendi serpenti che si avvinghiano ai corpi dei figli di Laocoonte. Questi troverà morte atroce nel vano tentativo di salvarli. I Troiani interpretano l’evento come presagio della volontà divina di punire la profezia di Laocoonte ed accettano il dono.
La frase è stata assunta nel linguaggio comune a significare che dei nemici non bisogna mai fidarsi, anche quando si propongono con parole di pace.
feb
9
Soldati
febbraio 9, 2010 | Commenti disabilitati
Una bellissima poesia di Giuseppe Ungaretti.

Giuseppe Ungaretti
Giuseppe Ungaretti è il poeta italiano che meglio interpretò il sentimento di dolore e sconforto del soldato nelle trincee della prima guerra mondiale. Condotto al fronte dalla propaganda interventista che additava la “bella morte” per la Patria come il più nobile degli ideali, ben presto si riscoprì essere null’altro che “carne da cannone”.
La realtà del primo conflitto mondiale, al quale Ungaretti partecipò come volontario di fanteria combattendo sul Carso, trova tragica espressione nelle raccolte di poesie “Allegria di naufragi” da cui è tratta Soldati che qui proponiamo.
Come un soffio di vento autunnale porta via dai rami le foglie ormai secche, così uno sparo porta via la vita del soldato in trincea che impotente attende il compiersi del suo tragico destino. La potenza espressiva di questi quattro versi toglie il fiato e provoca profonda seppur dolorosa emozione.
Soldati
“Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie”Giuseppe Ungaretti
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