Ancora un sottile piacere da italiani a Monaco.

La creatività italiana nell'assorbire parole tedesche non conosce confini

La creatività italiana nell'assorbire parole tedesche non conosce confini

È sera, sto per lasciare l’ufficio dopo una bella giornata di lavoro, tutto è filato liscio con i miei colleghi e con i clienti tedeschi. Vedo appena adesso che mi è arrivata una email dal gruppo italiano dal titolo: “Allora, domani scnizzelliamo??“.

Ci siamo, sta per succedere ancora, ci ritroveremo a parlare la nostra nuova lingua preferita, l’italianesco, artistica ibridazione dell’italiano con il tedesco. Posso già raccontarvi come andrà.

Arrivo e vengo accolto con un “Zervus!“. Siamo tutti già qui? No, manca ancora il Siciliano che arriva baldanzoso salutando con: “Allora Carusi, allezzeclar?“. Poi, dopo i convenevoli di rito, l’atmosfera si scioglie e ci ritroviamo a parlare di quello che: “poveraccio, è ancora arbeitelossico, si è pure parecchio bewerbato ma l’hanno sempre absagato“, o di quello che: “sie è comprato la casa dal magler ma c’ha ancora scviricaten con l’hauzmaister“. Ragazzi, fortuna tra un po’ scatta la urlaub, io già mi froio! Poi si ordina, naturalmente lo scnizzellone, innaffiato da una weissa o da una spezzi (chissà perche al femminile). Tra un prozit e l’altro si è fatto un po’ speet e c’è chi propone: “Bezaliamo?“, e si intende “getrennti” naturalmente.

Ecco, succede così a noi italiani. Ci piace far vedere che siamo ormai familiari con la nuova realtà, che l’integrazione passa dall’assorbimento della parola straniera in quello che è il nostro rassicurante bozzolo di termini gergali, e che questo per noi è già abbondantemente avvenuto, noi la lingua tedesca la… beersciamo con maestria e scioltezza!

Accetto l’invito sorridendo e sono felice.

#18: Leggere il Topolino in tedesco

settembre 30, 2010 | Commenti disabilitati

Un piacere che riporta magicamente indietro nel tempo.

Due copertine storiche di almanacchi Disney anni 70

Due copertine storiche di almanacchi Disney anni 70

Nei miei primi anni a Monaco ho profuso il massimo sforzo per imparare quella che io (ma forse soltanto io) percepisco come una lingua bella e melodiosa, specie se condita dalle musicali accentazioni bavaresi. Ero in particolare affamato di letture di ogni genere. Anche se le specifiche parole mi sfuggivano come un’amante vezzosa, il senso generale mi si schiariva di giorno in giorno. Mi piaceva soprattutto bighellonare nelle librerie e nelle edicole, magari quelle delle stazioni della Sbahn nella pausa delle coincideze. Riviste sportive, di arredamento, di giardinaggio, tutto meritava di essere sfogliato, accrescendo a volte il mio entusiasmo, a volte la mia frustrazione linguistica.

Mi capitava spesso (e mi capita tuttora) di dover trascorrere una decina di minuti ad Ostbahnhof per attendere le mie conicidenze. Ed è lì nell’edicola che un giorno, attratto da una forza quasi magnetica, mi sono imbattutto nella versione tedesca del Topolino. Quanti anni saranno passati, maledizione? Erano gli anni settanta, andavo la domenica mattina in una bottega di fumetti usati a comprare i vecchi giornaletti, mi piacevano in particolare i cosiddetti almanacchi mensili che erano tutti densi di storie dato che le normali edizioni di Topolino contenevano anche pubblicità e rubriche commerciali. Mi piaceva completare le annate e poi a casa incasellare il pezzo mancante nello scaffale, non prima di aver riguardato le altre copertine, tra uno Zio Paperone Mumble Mumble ed una Paperavventura.

Ed adesso sono qui, decenni di vita incrostati addosso, ma riprendere in mano quei volumetti mi da un’emozione improvvisa ed insospettabile. Apro, sfoglio e scopro che… oddio qui c’è Onkel Donald e Onkel Dagobert! Riconosco anche la mano del disegnatore, anzi sfogliando i diversi numeri scopro che i disegnatori sono quasi tutti italiani e le storie sono proprio quelle che leggevo io, che affiorano prepotenti dalle nebbie della mia memoria. Giorgio Cavezzano e Romano Scarpa, non avevo visto i loro morbidi tratti forse per tre decenni.

Compro un numero in cui le storie dei paperi sono prevalenti, io amo quelle, e corro a casa. Ceno di fretta e mi metto a letto. Apro il giornaletto e mi ritrovo in quella che un tempo era Paperopoli, ed ora è il mondo fatato di Entenhausen. La prima storia la conosco, zio Paperino riceve in eredità una villa misteriosa dove scopre i trucchi di quello che sarà Paperinik (da adesso Phantomias). Inizio a leggere con emozione, stasera sono davvero felice!

MERAVIGLIOSO!

Finalmente tempo per imparare il latino!

settembre 5, 2010 | Commenti disabilitati

Un simpatico ed interessante metodo per imparare la lingua dei nostri antenati.

Un bel libro della Hueber per imparare il latino

Un bel libro della Hueber per imparare il latino

A chi ha voglia di rinfrescare i ricordi di scuola o a chi vuole imparare i rudimenti della gloriosa lingua dei nostri antenati consigliamo un bel libro dal titolo Endlich Zeit für Latein dell’editrice Hueber.

Trovare finalmente tempo per questa bellissima lingua, morta solo per chi non ne comprende la vastità della sua eredità in tutte le lingue dell’Europa occidentale, dovrebbe essere un impegno da non tralasciare. Non solo le lingue cosiddette neolatine affondano le loro radici grammaticali e lessicali nella lingua latina, ma anche il tedesco, e ciò non sorprende. La declinazione dei nomi della lingua tedesca riflette in maniera profonda le declinazioni latine, più dell’italiano e dello spagnolo in cui solo una tenue eco rimane nella declinazione dei pronomi.

Il libro presenta scene di vita quotidiana di una famiglia germanica ospite a Roma da amici latini. I dialoghi in latino con trduzione in tedesco sono di difficoltà crescente man mano che le regole vengono presentate, e sono intervallati da semplici esercizi di grammatica con le relative soluzioni. Sorprenderà scoprire quanto del lascito dei romani resta nelle nostre tradizioni oltre che nel nostro vocabolario.

Per ulteriori informazioni si consiglia di consultare il sito dell Hueber:
www.hueber.de

Un artikel sulla lingua italiana

agosto 19, 2010 | Commenti disabilitati

Il fenomeno del tedeschismo.

Goethe e Petrarca in una stampa d'epoca

Goethe e Petrarca in una stampa d'epoca

Ci pensavo da un po’, ci pensavo anche dopo aver visto Beningi recitare Dante qui a Monaco l’anno scorso, ci rifletto in realtà da quando vivo a Monaco…

Chi da buon italiano „emigrato“ in Germania e residente da almeno quatto o cinque anni in terra teutonica non conosce il fenomeno del tedeschismo? Sì, sì, avete letto bene, non inglesismo che oramai è una parola semi ufficiale del vocabolario italiano. Il tedeschismo, lo stesso fenomeno, riferito però all’influenza della lingua tedesca nella lingua italiana, fenomeno che, a differenza di quello messo in atto dalla lingua inglese, riguarda da vicino solo chi vive in Germania e parla il tedesco quotidianamente, al lavoro, a scuola, per lo studio. D’altro canto non va dimenticato che alcune parole tedesche sono entrate a far parte della lingua italiana già da un po’ e che gli “italiani – italiani” le usano, forse senza rendersi conto della loro vera origine (panzer, krapfen, autobahn, diesel, würstel etc.)

“Mi sono bewerbato per quel posto, speriamo non mi mandino l’absage…!

“Hai fatto l’anmeldung per il corso?”

“Di questa notizia mi froio molto…”

Questo locale è proprio gemütlich

Insomma, una vera e propria Sprachsalad, per dirla ancora una volta come i nostri vicini tedeschi, che se all’apparenza risulta divertente perché “colora” il vocabolario quotidiano, a lungo andare comporta il rischio di una “contaminazione” poco salutare, sia per la lingua straniera – le cui espressioni possono essere usate magari in contesti inadatti, sia per la lingua madre che perde a lungo andare la sua forza ed efficacia. Non è per esaltare  banalmente il purismo linguistico, stile academia della crusca, ma è una semplice riflessione sul pericolo di verlernen (disimparare) la propria lingua quando si vive per lungo tempo all’estero…

Interessante sarebbe approfonidre il perchè tante parole vengano sostituite quasi automaticamente nei loro corrispondenti o quasi termini tedeschi; si sa, il tedesco è una lingua logica, precisa, stringente e puntuale e per questo molto pratica da usare. L’italiano, invece, è fatto di lunghe e melodiche perifrasi, necessita sempre di un contesto (piccolo o  grande che sia), insomma, forse è l’ambiente, il ritmo di vita, forse è il modo di pensare diverso che influenzano l’uso quotidiano della lingua…

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La scuola materna italo-tedesca Il Trenino

maggio 13, 2010 | Commenti disabilitati

Progetto pedagogico per bambini bilingue a Monaco

Kindergarten Il Trenino scuola italo-tedesca a Monaco

Kindergarten Il Trenino, scuola materna italo-tedesca a Monaco

Riportiamo un interessante comunicato del Kindergarten Il Trenino, scuola materna italo-tedesca che apre i battenti nella prossima estate.

“La scuola materna Il Trenino nasce dalla necessita di far vivere un’infanzia interculturale ad un gruppo di circa 25 bambini, di età compresa tra i tre ed i sei anni. La scuola vuole creare un ambiente in cui il bilinguismo faccia parte della naturale quotidianità del bambino, in cui il bambino possa apprendere, giocare e partecipare alla vita di gruppo. Il gruppo sarà organizzato tenendo conto delle necessità di omogeneità d’età ed del bagaglio linguistico di ogni singolo bambino: vogliamo infatti che sia mantenuto un equilibrio tra il numero di bambini madrelingua italiana e tedesca in modo tale che una lingua non sia più forte rispetto all’altra. L’asilo avrà sede in Lorenzstrasse 1, dove un ambiente sano, spazioso e a misura di bambino verrà realizzato per accogliere al meglio i nostri piccoli ospiti.

“Il Trenino” rappresenta una nuova proposta di istruzione (alternativa ai normali servizi di supporto alla crescita,) sviluppata specificatamente per bambini provenienti da famiglie italiane e non. Il progetto de “Il Trenino” non contiene esclusivamente un unico approccio educativo, ma unisce le migliori e comprovate strategie tratte da diversi orientamenti pedagogici. Tale progetto si fonda sui desideri del bambino e sul suo bisogno di giocare unitamente all’esigenza di imparare e vivere armonicamente in un ambiente bilingue. “Il Trenino” vorrebbe anche, per quanto possibile, riconoscere il ruolo dei genitori nella vita quotidiana del gruppo, permettendo loro di partecipare allo sviluppo dei loro bambini nella scuola materna. Inoltre, vorrebbe coinvolgere gli abitanti del vicinato e gli anziani nella vita quotidiana per consentire e mantenere incontri intergenerazionali. Al fine di garantire tutto cio una squadra di collaboratori tedeschi e italiani, competenti e creativi accompagneranno con cura i bambini durante la giornata nella vita quotidiana.

La scuola materna “Il Trenino” aprirà nell’estate 2010. L’orario di apertura sarà dal Lunedì al Venerdì dalle 7.30 alle 17.00. Nell’intervallo centrale dalle 9:00 alle 14:00, per non interrompere il programma educativo, è consigliata la presenza di tutti i bambini.

Oltre al costo mensile è previsto un costo di iscrizione di 350 euro. Mentre per la mensa giornaliera, preparata da “Gruener Markt”, è previsto un costo aggiuntivo mensile di 70 euro.”

Per maggiori dettagli e per le informazioni di contatto si raccomanda di consultare il sito www.iltrenino.de

I corsi di integrazione linguistici

maggio 2, 2010 | Commenti disabilitati

Integrazione vuol dire innanzitutto imparare la lingua.

Integrazione linguistica in Germania

Integrazione linguistica in Germania

Dal 1 Gennaio 2005 alcuni gruppi di cittadini immigrati hanno diritto ad usufruire di corsi di integrazione linguistica finanziati con fondi pubblici che prevedono 600 ore di insegnamento, ed un cosiddetto corso di orientamento (Orientierungskurs), durante il quale si insegnano nozioni di base relative al sistema politico, giuridico e alla cultura tedesca.

Oltre ai cittadini dei paesi non UE, è ammesso l’accesso ai corsi di integrazione anche ai cittadini comunitari in caso (peraltro piuttosto frequente) di posti liberi. L’accesso è ammesso solo per chi svolge un’attività lavorativa ed ai suoi familiari, per periodi di residenza non temporanea ed in caso di insufficiente conoscenza del tedesco. È obbligatorio frequentare i corsi di integrazione se non si è in grado di comunicare informazioni di base o nel caso si riceva un’intimazione dell’Ufficio stranieri.

Nel caso si intenda partecipare ai corsi di integrazione, basta rivolgersi all’Ufficio stranieri del comune di registrazione, nel quale verrà rilasciato il certificato di diritto all’ammissione al corso. I cittadini comunitari, pur non essendo espressamente citati nella legge di definizione dei corsi di integrazione, non possono essere discriminati nella pratica rispetto ai cittadini non UE, per cui in caso venga rifiutata l’ammissione ci si può rivolgere ad un legale.

Al termine del corso si deve assolvere l’esame obbligatorio. Tra le varie scuole pubbliche e private che offrono i corsi di orientazione ed integrazione, segnaliamo la Volkshochschule www.mvhs.de, la cui qualità supera molto spesso quella delle scuole private a prezzi del tutto accessibili.

Ulteriori informazioni si possono ottenere leggendo il sito del Bundesamt für Migration und Flüchtlige www.bamf.de.

L’interculturalità nei proverbi

Proverbi italiani in tedesco

Dietro i proverbi si nasconde una cultura intera. Li conosciamo, li citiamo, ma spesso non riflettiamo di quanti e quali valori culturali i proverbi facciano veicolo.Il termine deriva dal latino “proverbium” e significa appunto parola.

Li potremmo definire espressioni popolari che indicano, in forma breve e compatta, un concetto un pensiero o una massima. Il proverbio è come una Bibbia del popolo che si adatta alle più svariate circostanze della vita sociale e naturale. Sono definiti anche la saggezza dei popoli, proprio perché i padri li insegnano ai figli e li tramandano così di generazione in generazione-

Benedetto Croce definì i proverbi:”il monumento parlato del buonsenso”.
Ci sono molti proverbi italiani che si ritrovano nella cultura e lingua tedesca, più di quanto non si pensi. Eccone alcuni:

I: A buon intenditore poche parole bastano.
D: Dem Kenner reichen wenige Worte.

I: A rubare poco si va in galera, a rubare tanto si fa carriera.
D: Wenn man wenig stiehlt, kommt man ins Gefängnis, wenn man viel stiehlt, macht man Karriere.

I: Amici veri sono come meloni, di cento ne trovi due buoni.
D: Wahre Freunde sind wie Melonen, unter hundert findet man nur zwei Gute.

I: Chi ben comincia è a metà dell’opera.
D: Gut begonnen ist halb gewonnen.

I: Chi conosce il trucco, non l’insegna.
D: Wer den Betrug kennt, lehrt ihn nicht.

I: Chi dorme non piglia pesce.
D: Wer schläft fängt keine Fische.

I: Chi fa da sé, fa per tre.
D: Selbst getan ist bald getan.

I: Chi la dura la vince.
D: Beharrlichkeit führt zum Ziel.

I: Chi la fa, l’aspetti.
D: Wer andern eine Grube gräbt, fällt selbst hinein.

I: Chi pecora si fa, il lupo lo mangia.
D: Wer sich unter den Treber mengt, den fressen die Schweine.

I: Chi ride il venerdì, piange la domenica.
D: Den Vogel der am Abend pfeift, frißt am Abend die Katz.

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