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L’interculturalità nella moda
giugno 8, 2010 | 1 Commento
Un evento – aperitivo a Monaco
Dire che la moda distingua le due culture, Italia e Germania non sarebbe corretto: molti stilisti tedeschi sono altrettanto famosi e prestigiosi come quelli italiani. La moda italiana è conosciuta, amata, imitata dai tedeschi. Inoltre si pensi alle infinite marche sportive di origine tedesca; la Germania, con l’Austria e la Svizzera, detiene un vero e proprio dominio incontrastato per quello che riguarda l’abbigliamento da tempo libero… comunque è adeguata concorrente di altri paesi europei e no.
Quello che ci differenzia veramente dai tedeschi, quindi, è la percezione della moda e il suo significato. Cosa significa “moda” e come viene vissuta per/dall’italiano medio? Quali sono gli status symbol che “gravitano” intorno a questo mondo? In cosa e come s’identificano gli italiani ed i tedeschi? Possiamo davvero semplificare e polarizzare con Birkenstock e Valentino? Con le calze bianche portate con i sandali da un lato e gli enormi occhiali da sole firmati o il famoso quanto poco pratico maglione sulle spalle dall’altro?
Questo è il tema del piccolo evento “Aperitif – Vortrag” che si terrà il 17 giugno alle 19 nel cuore di Monaco, in un, come direbbero i tedeschi – sehr modisch – negozio di camicie made in Italy, HUM. Organizzatrici sono Cristiana Filtri, proprietaria del negozio, fotografa e giornalista e Paola Dellepiane, mediatrice e trainer interculturale.
Il costo del biglietto è di 10€, il numero massimo di partecipanti è circa 15. Chi volesse partecipare, è pregato di inviare una mail a info@understanding-culture.com o info@hum-shop.de
giu
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Giallo etnico a Roma
giugno 1, 2010 | Commenti disabilitati
Serata con l’autore Amara Lakhous
Lunedì 14 giugno il Gasteig di Monaco ospiterà l’autore Amara Lakhous in occasione della lettura del suo romanzo giallo tragicomico “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio” (2006). L’autore, algerino di adozione romana, si fa portavoce di un tema non facile, ovvero quello della convivenza tra diverse etnie nella metropoli romana.
La storia, piuttosto originale, si svolge a Roma attorno all’ascensore di un condominio di piazza Vittorio, per l’appunto, dove gli inquilini del palazzo di diverse etnie, estrazione sociale, livello culturale e aspetti caratteriali – si incontrano, si criticano, si sparlano, fanno amicizia, come in una sit-com all’italiana. Si tratta di stranieri che hanno “occupato” i luoghi dei “vecchi” residenti, con i quali spesso si scontrano per motivi per lo più futili, come quello del corretto utilizzo dell’ascensore, causa di liti in ogni condominio italiano che si rispetti!
Il protagonista della storia è Amedeo, di cui nessuno conosce veramente l’identità ma che collega tutti i vari personaggi della storia e rappresenta il filo conduttore di questo giallo che, come lo definisce Florina Flamma, è di “gaddiana memoria”: “questo romanzo a volte rischia di indulgere nel luogo comune, con i buoni un po’ troppo buoni e i cattivi ben calati nel personaggio. L’apparente leggerezza del racconto, che sicuramente tratta in maniera originale l’argomento della multietnicità in una metropoli come Roma, talvolta pecca di ingenuità. Eppure riesce a suggerirci un modo diverso per affrontare la diversità: chi è davvero straniero?”
Amara Lakhous è nato ad Algeri nel 1970, vive a Roma dal 1995. È laureato in filosofia all’Università di Algeri e in antropologia culturale alla Sapienza di Roma
Lunedì 14.06.2010 ore 20 presso Il Gasteig, Rosenheimer Str. 5. Biglietti: Euro 9,-/7,-
Si raccomanda di verificare orari e prezzi sul sito ufficiale www.mvhs.de/italienisch
Telefono: 089 480066239
In collaborazione con Itallibri
mag
13
La scuola materna italo-tedesca Il Trenino
maggio 13, 2010 | Commenti disabilitati
Progetto pedagogico per bambini bilingue a Monaco
Riportiamo un interessante comunicato del Kindergarten Il Trenino, scuola materna italo-tedesca che apre i battenti nella prossima estate.
“La scuola materna Il Trenino nasce dalla necessita di far vivere un’infanzia interculturale ad un gruppo di circa 25 bambini, di età compresa tra i tre ed i sei anni. La scuola vuole creare un ambiente in cui il bilinguismo faccia parte della naturale quotidianità del bambino, in cui il bambino possa apprendere, giocare e partecipare alla vita di gruppo. Il gruppo sarà organizzato tenendo conto delle necessità di omogeneità d’età ed del bagaglio linguistico di ogni singolo bambino: vogliamo infatti che sia mantenuto un equilibrio tra il numero di bambini madrelingua italiana e tedesca in modo tale che una lingua non sia più forte rispetto all’altra. L’asilo avrà sede in Lorenzstrasse 1, dove un ambiente sano, spazioso e a misura di bambino verrà realizzato per accogliere al meglio i nostri piccoli ospiti.
“Il Trenino” rappresenta una nuova proposta di istruzione (alternativa ai normali servizi di supporto alla crescita,) sviluppata specificatamente per bambini provenienti da famiglie italiane e non. Il progetto de “Il Trenino” non contiene esclusivamente un unico approccio educativo, ma unisce le migliori e comprovate strategie tratte da diversi orientamenti pedagogici. Tale progetto si fonda sui desideri del bambino e sul suo bisogno di giocare unitamente all’esigenza di imparare e vivere armonicamente in un ambiente bilingue. “Il Trenino” vorrebbe anche, per quanto possibile, riconoscere il ruolo dei genitori nella vita quotidiana del gruppo, permettendo loro di partecipare allo sviluppo dei loro bambini nella scuola materna. Inoltre, vorrebbe coinvolgere gli abitanti del vicinato e gli anziani nella vita quotidiana per consentire e mantenere incontri intergenerazionali. Al fine di garantire tutto cio una squadra di collaboratori tedeschi e italiani, competenti e creativi accompagneranno con cura i bambini durante la giornata nella vita quotidiana.
La scuola materna “Il Trenino” aprirà nell’estate 2010. L’orario di apertura sarà dal Lunedì al Venerdì dalle 7.30 alle 17.00. Nell’intervallo centrale dalle 9:00 alle 14:00, per non interrompere il programma educativo, è consigliata la presenza di tutti i bambini.
Oltre al costo mensile è previsto un costo di iscrizione di 350 euro. Mentre per la mensa giornaliera, preparata da “Gruener Markt”, è previsto un costo aggiuntivo mensile di 70 euro.”
Per maggiori dettagli e per le informazioni di contatto si raccomanda di consultare il sito www.iltrenino.de
apr
29
Briciole di saggezza: proverbi italiani in tedesco
aprile 29, 2010 | 1 Commento
L’interculturalità nei proverbi
Dietro i proverbi si nasconde una cultura intera. Li conosciamo, li citiamo, ma spesso non riflettiamo di quanti e quali valori culturali i proverbi facciano veicolo.Il termine deriva dal latino “proverbium” e significa appunto parola.
Li potremmo definire espressioni popolari che indicano, in forma breve e compatta, un concetto un pensiero o una massima. Il proverbio è come una Bibbia del popolo che si adatta alle più svariate circostanze della vita sociale e naturale. Sono definiti anche la saggezza dei popoli, proprio perché i padri li insegnano ai figli e li tramandano così di generazione in generazione-
Benedetto Croce definì i proverbi:”il monumento parlato del buonsenso”.
Ci sono molti proverbi italiani che si ritrovano nella cultura e lingua tedesca, più di quanto non si pensi. Eccone alcuni:
I: A buon intenditore poche parole bastano.
D: Dem Kenner reichen wenige Worte.
I: A rubare poco si va in galera, a rubare tanto si fa carriera.
D: Wenn man wenig stiehlt, kommt man ins Gefängnis, wenn man viel stiehlt, macht man Karriere.
I: Amici veri sono come meloni, di cento ne trovi due buoni.
D: Wahre Freunde sind wie Melonen, unter hundert findet man nur zwei Gute.
I: Chi ben comincia è a metà dell’opera.
D: Gut begonnen ist halb gewonnen.
I: Chi conosce il trucco, non l’insegna.
D: Wer den Betrug kennt, lehrt ihn nicht.
I: Chi dorme non piglia pesce.
D: Wer schläft fängt keine Fische.
I: Chi fa da sé, fa per tre.
D: Selbst getan ist bald getan.
I: Chi la dura la vince.
D: Beharrlichkeit führt zum Ziel.
I: Chi la fa, l’aspetti.
D: Wer andern eine Grube gräbt, fällt selbst hinein.
I: Chi pecora si fa, il lupo lo mangia.
D: Wer sich unter den Treber mengt, den fressen die Schweine.
I: Chi ride il venerdì, piange la domenica.
D: Den Vogel der am Abend pfeift, frißt am Abend die Katz.
apr
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Italiani all’estero sul web: Altritaliani
aprile 21, 2010 | Commenti disabilitati
Altritaliani (Les Other italianos) per saperne di più sull’Italia di oggi

Logo dell'associazione culturale Altritaliani
Oggi ospitiamo volentieri la presentazione di un sito web per italiani all’estero, Altritaliani (Les Other italianos) , con taglio simile al nostro Blog degli Italiani a Monaco, con sede in Francia, che dimostra a nostro avviso quanto forte sia la voglia di riscoprire cultura e tradizioni italiche tra le comunità di connazionali emigranti o in quanti, da non italiani, guardano al nostro paese con curiosità ed interesse. Parlare di Italia, di cultura, di tradizioni e di cucina con taglio leggero aiuta ad accorciare le distanze, limare le incomprensioni, favorire la buona convivenza, nel rispetto delle reciproche identità.
“Siete italiani? Vivete all’estero? Se siete in Italia, vi succede di sentirvi a disagio, di sognare un altrove? Non siete italiani però guardate all’Italia? Vi chiedete a volte ma che succede laggiù? Vi piace un modo un po’ meticcio, lontano dal cliché, d’intendere la nostra cultura?
Ecco un sito franco-italiano che fa per voi. Un laboratorio di idee, uno strumento di riflessione e cultura, un osservatorio della realtà italiana vista dall’estero, nonché una porta aperta ai vostri contributi e suggerimenti… nella lingua che vi pare.
Oltre agli Editoriali, con un taglio critico, ironico, a Temi e Idee – approfondimenti di politica, economia, filosofia, sociologia, psicologia…, il Mensile su un argomento “diverso” fuori dalla notizia, scoprirete rubriche come: Dicono di noi, con articoli di stampa italiana ed estera sull’Italia; cultura & Cultura – arte, teatro, musica, libri e letteratura, forum della lingua italiana (tanto meglio la cultura con la “c” minuscola che non circola sulle corsie preferenziali dei grandi canali istituzionali); Italiani in giro per il racconto d’esperienze e storie da condividere; Il Café des Italiens, il forum di Altritaliani a cui partecipare; la Galleria per valorizzare nuovi talenti ed artisti che faticano a trovare visibilità. Servizi a tutti e per tutti: Cercate casa? lavoro? amici? L’iscrizione alla Newsletter è importante per essere regolarmente aggiornati!
Altritaliani è un’associazione culturale senza scopo di lucro, creata a Parigi a Marzo 2009.”
Per saperne di più consigliamo di visitare www.altritaliani.net.
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Tedeschi-Italiani: così vicini eppure così lontani…
febbraio 25, 2010 | Commenti disabilitati
Incidenti interculturali

Lo scontro tra iceberg è paragonabile allo scontro tra culture
La lingua italiana, si sa, necessita normalmente di molte “più parole” che la lingua tedesca: questa differenza linguistica si riflette, senza dubbio, anche nella cultura (e vice versa): chiaccheroni, eloquenti, amanti delle conversazioni e perché no, anche dei convenevoli, gli italiani si distinguono considerevolmnte dai tedeschi: quest’ultimi sono generalmente stringenti, precisi e puntuali (non solo con l’orologio, ma anche con le parole). Soprattutto i tedeschi sono diretti… La loro franchezza può talvolta scioccare, così come lo stile indiretto di noi italiani puo’ creare forti perplessità agli occhi teutonici.
Durante i miei primi mesi di soggiorno a Monaco di Baviera ho avuto la possibilità fare esperienza diretta di questa differenza, proprio a causa (o forse dovrei dire grazie a) uno dei tanti incidenti culturali capitatomi sul posto di lavoro: una volta una collega mi ha fatto notare in maniera molto candida che in una settimana avevo indossato la stessa camicetta più di una volta. “Che vuol dire” pensai, “che metto sempre le stesse cose? Dovrei chiedere un aumento di stipendio per migliorare la varietà del guardaroba?”. No, significava solo che avevo indossato lo stesso capo più di una volta. Si trattava di una pura constatazione, diretta, forse poco accorta, ma del tutto sincera.
Prima di capire questa differenza sono trascorsi alcuni anni ed episodi simili. La mia perplessità cresceva proporzionalmenre al mio grado di offesa, non sapevo se dipendeva dalla sfortuna di incontare solo persone maleducate, o se ero semplicemente “sbagliata” per questo paese. Poi mi è stato spiegato che il tutto era normale. Perché mentire? Perché parlare alle spalle? Beh, per non offendere la sensibilità altrui, rispondevo io. Ma non è forse peggio che si parli alle spalle, senza avere la possibilità di controbattere? In quel momento ho capito anche che lo stesso disagio che io provavo di fronte a questa estrema sincerità, lo possono provare i tedeschi quando un italiano dice una cosa e agisce, o peggio, pensa diversamente.
Indorare la pillola, fare buon viso a cattivo gioco non è sempre percepito come arte diplomatica. Talvolta può essere visto come un grave atto di falsità.
Ed ecco che ci troviamo di fronte al classico “incidente culturale”: entrambi le parti avvertono un senso di disagio di fronte ad un comportamento a loro ignoto e di conseguenza lo interpretano in maniera negativa: da banali stereoptipi si formano così pericolosi pregiudizi. Negoziazioni interculurali a livello lavorativo, così come matrimoni e amicizie binazionali, in generale tutti rapporti con l’estero falliscono spesso perché non si analizzano a fondo gli incidenti culturali. Ovvero non ci si interroga a sufficienza sul “perché” una cultura agisca in modo diverso. Ci si ferma alla superficie, si analizzano comportamenti e simboli, ma non ci si chiede quali valori si nascondano dietro questi comportamenti e simboli.
Lo scontro tra culture è paragonabile allo scontro di due iceberg: il “crash” in realtà avviene alla base, dove sono situati i valori e non alla punta. Non esistono ricette magiche per evitare l’incidente culturale. Questo va vissuto fino in fondo e accettato come primo passo per conoscere autenticamente sia la cultura straniera che la propria cultura.
gen
13
“Paese che vai, lingua che trovi” (Parte II)
gennaio 13, 2010 | Commenti disabilitati
L’italianità nella lingua:

Dominico di Michelino, Dante Alighieri e l'allegoria della divina commedia (1465)
Al bar:
A: Senta, io vorrei mangiare qualcosa. Che spuntini avete?
B: Mah, guardi, abbiamo tramezzini, toast, pizzette, medaglioni, panini…
A: Eh…Un tramezzino, magari…i tramezzini come sono?
B: I soliti: tonno e pomodoro, mozzarella…
Questo dialogo è tratto da Linea diretta I, uno dei tanti libri di testo per imparare l’italiano, amato soprattutto per l’autenticità dei dialoghi utilizzati a fine didattico; le battute sopra citate appartengono a uno dei primissimi capitoli nel libro e alludono a una “scena” tipica italiana: il momento dell’aperitivo-pranzo al bar. Gli elementi linguistici messi in evidenza hanno una vera e propria valenza interculturale (si pensi al termine spuntini o tramezzini; oppure all’intercalare “Mah”, “Eh”, etc.). Molte espressioni, parole, modi di dire analizzabili linguisticamente “nascondono” delle caratteristiche culturali precise. Proprio perché la lingua è sempre veicolo della cultura nazionale.
Darf –Kann? Posso?
Un altro esempio, nell’ambito del confronto tra lingua italiana e lingua tedesca, si trova nella grammatica, precisamente nei famosi verbi modali: si consideri, per esempio, la diversa valenza del verbo dovere: Il „dürfen“ tedesco non è direttamente traducibile in italiano se non con il verbo „potere“ (können); in certe espressioni è completamente tralasciato. Il risultato, a livello comunicativo, è un’approccio linguistico meno formale, così come la cultura italiana è, sotto certi aspetti, meno formale e più sciolta rispetto a quella tedesca. Il “dürfen” richiama il permesso, la regola cui i Tedeschi, si sa, fanno molta attenzione. In Italiano si usa sempre il verbo potere, senza distinzione.
“Senti!” “Scusa!”
Il diverso uso della forma imperativa nelle due lingue è un’ulteriore conferma della valenza culturale della lingua: l’imperativo, in Italiano, è usato anche in modo informale (si parla infatti di “imperativo informale”). Per esempio, per dare consigli, fare proposte, richiamare l’attenzione etc. (“Vai dal medico, siediti pure, etc.). L’uso dell’imperativo, in Tedesco, è invece prevalentemente legato al significato di comando e ha una valenza molto più forte: il possibile risultato sono fraintendimenti culturali, a volte poco piacevoli (i tedeschi normalmente avvertono l’espressione “Senti” o Senta” come troppo diretta, così come ogni forma di imperativo che per noi italiani, invece, è parte integrante della lingua parlata, soprattutto a livello colloquiale, informale).
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