Approfondiamo insieme una regola della grammatica italiana.

Qui, Quo, Qua (in tedesco Tick, Trick und Track)

Qui, Quo, Qua (in tedesco Tick, Trick und Track)

Gli accenti nella moderna lingua italiana si dividono in due categorie:

  • accento grave, simbolo grafico calente da sinistra a destra, suono vocalico aperto, possibile per tutte le vocali (à, è, ì, ò, ù);
  • accento acuto, simbolo grafico crescente verso destra, suono vocalico chiuso, possibile solo per é e per ó.

L’accento circonflesso (â, ê, î, ô, û) è invece caduto in disuso nella moderna ortografia.

L’uso dell’accento è obbligatorio in una serie di casi nei quali la sua assenza determina un errore ortografico, mentre è in certi altri casi facoltativo e dipende dal contesto in cui la parola è inserita. Tipici casi di accento facoltativo riguardano quelle parole la cui pronuncia può essere dubbia, o quando una parola assume due differenti significati quando l’accento viene posto su una sillaba piuttosto che su un’altra. Come esempio si pensi alle parole àncora (accessorio di una nave) ed ancóra (attualmente, tuttora).

Il difficile tuttavia è conoscere la corretta ortografia per quanto riguarda l’utilizzo dell’accento acuto o grave. Proviamo a fare chiarezza con una prima annotazione utile: per le parole accentate sulla vocale finale, solo le vocali “e” ed “o” hanno sia la variante acuta, sia quella grave. Pertanto non ci sono dubbi sul fatto che parole come già, città, papà, bensì, più richiedano l’accento grave. Leggi tutto »

Apòcope o elisione?

gennaio 2, 2010 | 2 Commenti

Un’occhiata ad uno dei tema meno noti della grammatica Italiana.

Allegoria della Grammatica

Allegoria della Grammatica - Tratto dal codice Hortus Deliciarum

Con il termine apòcope si indica la caduta di una vocale (apòcope vocalica) o una di sillaba (apòcope sillabica) alla fine di una parola. Un sinonimo di apocope è troncamento.

Esempi di apocope (o troncamento):
- gran è l’apocope sillabica di grande;
- espressioni come man mano, fior fiore, ben bene sono esempi di apocope vocalica delle parole mano, fiore e bene.

Caratteristica distintiva dell’apocope è di non richiedere l’apostrofo, come gli esempi sopra riportati testimoniano.

Eccezione:
In pochi casi l’apocope esige invece l’apostrofo che però deve essere separato da uno spazio dalla parola successiva:

Esempi di apocope apostrofata:
- un po’ di grammatica in cui poco subisce l’apocope sillabica. L’apostrofo è obbligatorio e deve essere seguito da uno spazio;
- va’ pensiero! in cui l’imperativo del verbo andare (vai) viene troncato;
- be’ allora… in cui la parola bene viene troncata.

Con il termine elisione si indica invece la caduta della vocale finale di una parola davanti ad un’altra parola che inizia con una vocale o con la lettera “h”, che, come noto, in italiano è afona. L’elisione richiede sempre l’apostrofo e non viene mai separata da spazi dalla parola successiva.

Esempi:
- L’elisione deriva da “la elisione” in cui la “a” dell’articolo determinativo è caduta;
- senz’altro è l’elisione di “senza altro”.

Come si vede, parole troncate o elise nella lingua italiana ricorrono con grande frequenza. Adesso che conosciamo anche la regola grammaticale possiam fare (apocope) un gran figurone (apocope) in un’aulica (elisione) conversazione!

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