Ristoranti a Monaco: il Gast

agosto 14, 2010 | Commenti disabilitati

Un suggerimento per una buona pizza in un ambiente moderno.

Cucina aperta al centro del locale (tratto dal sito del Gast)

Cucina aperta al centro del locale (tratto dal sito del Gast)

Ieri abbiamo visitato il Gast, ristorante al lato del teatro Gasteig a Monaco al numero 5 della Rosenheimer Straße. Il locale ha una atmosfera molto moderna e giovane, basata sul concetto della Open Kitchen, che vuol dire più o meno che si ordina in proprio al banco e si aspetta che il cuoco cucini il piatto sotto i propri occhi. Una specie di self service insomma, in cui la cucina è al centro del locale aperta agli sguardi degli ospiti.

All’ingresso viene distribuita una tessera sulla quale verranno addebitati gli importi di cibi e bevande, e con la quale si passa poi alla cassa a pagare. Ed attenzione a non perderla perché il conto potrebbe essere salato.

I tavoli sono dei banconi alti con sgabelli condivisi da commensali appartenenti anche a diverse comitive, oppure dei tavolini più piccoli e più tradizionali. Con il bel tempo si può stare all’aperto sulla terrazza, comunque coperta, perché a Monaco non si sa mai. Inoltre una zona piuttosto ampia del locale è arredata con comodi divani, una vera e propria sala adatta alla conversazione dopo la cena.

Il servizio consiste essenzialmente nel ritiro dei piatti vuoti, per le ordinazioni bisogna recarsi direttamente al banco ed ordinare al cuoco o al pizzaiolo. I piatti sono a base di pasta o di riso oppure ancora insalate. Le pizze sono particolarmente generose e saporite. Ieri abbiamo personalmente provato la gorgonzola e parma ed una crudo e rucola (8 Euro ciascuna) restandone soddisfatti.

I prezzi sono in generale modici, un piatto di pasta o una pizza ed una bevanda possono oscillare tra i dieci e i quindici euro, qualcosa in più se si assaggia il buon tiramisù della casa.

Per maggiori informazioni e per prenotare consultare il sito:
www.gast-muenchen.de

Rubrica: Il Buongustaio,Tempo Libero - Argomenti: ,

#8: L’acqua del rubinetto con la soda club

agosto 9, 2010 | Commenti disabilitati

La scoperta dell’acqua minerale gratuita e senza fatica

Acqua del rubinetto e soda club, un piacere tutto tedesco

Acqua del rubinetto e soda club, un piacere tutto tedesco

Sisifo è il personaggio mitologico condannato a spingere un enorme masso in cima ad un monte per poi lasciarlo cadere a valle e ricominciare a spingerlo verso la cima. E così per l’eternità. E tutto perché aveva cercato di procurare una preziosa sorgente d’acqua alla sua città, Corinto, tradendo Zeus e rivelando agli altri dei che questi aveva rapito una ninfa. Ebbene Sisifo ha terminato le sue fatiche.

Ho sempre comprato acqua minerale, un po’ per vezzo, un po’ per gusto, un po’ per preconcetta sfiducia verso le condutture milanesi. Nel mio appartamento dei primi del novecento in zona Sempione, terzo piano senza ascensore, il lusso delle bollicine nel bicchiere si pagava con sudore e fatica. Mi sentivo però schiavo, condannato a trasportare pesi con il bene vitale, e come Sisifo, per l’eternità. Quasi un simbolo di benessere è diventata in Italia l’acqua minerale. Chi si approvvigiona al rubinetto è un poveraccio, o nella migliore delle ipotesi un uomo senza gusto, rozzo, per cui la vita è pura fisiologia senza piacere.

Qui invece, in questa terra a ridosso delle Alpi, l’acqua è buona, pura, fresca, piacevole da sorseggiare e da far scorrere sulla pelle. Ma manca ancora un ultimo passo verso la felicità, mancano le bollicine, manca quella sensazione di pungente freschezza sulla lingua. Ed è qui che si compie la magia, come scoprii in una delle mie prime visite ad una casa tedesca. Quella apparentemente bizzarra impalcatura candida fatta apposta per contenere una bottiglia, capace di inoculare gas nel liquido, sciogliendo in esso la frizzante allegria delle bollicine, mi incuriosì prima, mi affascinò poi, per conquistarmi infine, e per sempre. L’ho comprata, sono entrato anch’io nel club, la soda troneggia nella mia cucina, mi basta premere un tasto e le casse di minerale sono un pallido ricordo, poi bevo, sorseggio lentamente o tracanno con voracità, mi disseto, mi lascio solleticare sulla lingua e nel naso, mi piace e sono felice.

MERAVIGLIOSO!

Un’estate italiana…

maggio 31, 2010 | Commenti disabilitati

Una vacanza culturale alla scoperta di Roma e di Pienza (Toscana)

Un'estate italiana, organizza l'associazione culturale Terra del sì

Un giro in vespa, un gelato sui gradini di Piazza di Spagna, un bicchiere di buon vino seduti ai tavolini della vivacissima Campo de’ Fiori

Oppure… passeggiate tra le strette vie di un borgo rinascimentale, il tramonto in una valle toscana, le acque termali di una piscina, sotto uno splendido panorama?

No, non state sognando a occhi aperti…

Tutto questo è solo una piccola parte delle vacanze studio organizzate per la prossima estate dall’Associazione Culturale Terra del sì di Roma.

Il blog degli italiani a Monaco propone, a tutti gli amanti della cultura e della lingua italiana, questa interessante iniziativa, un modo insolito per trascorrere le vostre vacanze italiane.

Ecco il comunicato dell’associazione:

Terra del sì onlus è un’associazione culturale di insegnanti che vuole promuovere la conoscenza della lingua e della cultura italiana. Si rivolge a chi, per motivi di lavoro o di interesse, desideri conoscere meglio il Bel Paese.

Imparare una lingua come l’italiano significa soprattutto visitare splendide città in cui convivono passato e presente, scoprire una cucina ricca e sana, passeggiare con il gusto di prendere un caffè in piazza, visitare un museo o fare shopping.

Per la prossima estate proponiamo delle vacanze studio a Roma e a Pienza, in Toscana, dove imparare la lingua in piccoli gruppi, fare degustazioni di cibi e vini, laboratori di cucina e visite guidate, gustando l’ospitalità italiana in luoghi lontani dal turismo di massa.

Per quanto riguarda Roma si potrà scegliere tra corsi di una o due settimane (8 – 14 agosto e 15 – 21 agosto 2010).

Le lezioni sono pensate apposta per praticare l’italiano mentre si scopre una Roma piacevole e insolita. Il corso è anche una vacanza quindi si passeggia nel verde delle ville barocche, si naviga il Tevere sul corso delle antiche navi romane, ci si ferma per un cappuccino, per una pizza, per un bicchiere di buon vino…

Per chi invece preferisce esplorare gli angoli più suggestivi della Val d’Orcia, la valle più fotografata della Toscana, potrà iscriversi alla vacanza studio organizzata a Pienza, un bellissimo borgo rinascimentale in provincia di Siena, scegliendo tra una o due settimane, dal 22- 29 agosto o dal 29 agosto al 5 settembre 2010.

Si alloggerà in un una casa padronale del 1700, adibita a B&B, con uno splendido giardino interno, dove si terranno anche le lezioni. La settimana scorrerà veloce tra visite guidate, passeggiate, bagni nelle piscine termali e degustazioni dell’ottimo vino toscano locale.

Per maggiori informazioni sul programma e modalità di iscrizione vi invitiamo a visitare il sito dell’Associazione Terra del sì onlus, www.terradelsi.it e a scrivere alla mail info@terradelsi.it

Buona vacanza a tutti!

Specialità emiliane

maggio 27, 2010 | Commenti disabilitati

I gnocchetti di Piacenza

Pisarei e faso' - tipico piatto piacentino

Una delle specialità di Piacenza sono i famosissimi “Pisarei e fasò” (tradotto in Italiano:“pizzoteri o gnocchetti e fagioli). Si tratta di una antica ricetta Emiliana, che si tramanda di generazione in generazione, da nonna a nonna, costituita da gnocchetti di farina e pangrattato conditi con fagioli, lardo cipolla e pomodoro.

I Pisarei e fasò sono cucinati con diverse varianti, ed è per questo motivo che non esiste una versione “ufficiale” della ricetta: c’è chi la prepara con il sugo e chi senza c’è chi usa mettere insieme al lardo la salsiccia luganega e così via. I pisarei sono piatto ancora di grande attualità data la semplicità degli ingredienti e la completezza nutrizionale. Nella sua preparazione, una parte della farina, componente un tempo di pregio, veniva sostituita con paneraffermo grattugiato che trovava così efficaceutilizzo. Sembra che il nome “Pisareo” derivi dalla parola dialettale pissa che significa biscia, rifacendosi, probabilmente, al serpentello realizzato con la pasta per preparare gli gnocchetti

Ingredienti

Burro30 gr
Cipolle 1
Fagioli borlotti secchi 250 gr
Lardo 30 gr
Olio extravergine di oliva 1/2 bicchiere
Pomodori concentrato 2 cucchiai
Prezzemolo 1 ciuffetto

Preparazione dei pisarei
Ammorbidite con acqua calda il pane grattato e unitelo alla farina che avrete messo a fontana in una spianatoia, aggiungete il sale e via via l’acqua necessaria ad ottenere un impasto elastico e morbido.
Lasciate riposare almeno un’ora dopodiché dividetelo in tanti pezzettini della grandezza di un fagiolo che pigerete al centro con il pollice (da qui il nome pisarei), in modo da ottenere un gnocchetto dall’interno vuoto.

Nelle varianti per la preparazione dei pisarei esistono anche ricette che prevedono l’utilizzo di uova nell’impasto oppure l’aggiunta di latte, anche le proporzioni tra farina e pan grattato variano secondo la tradizione di ogni famiglia.

Preparazione dei fagioli
La parte più lunga nella preparazione della ricetta dei pisarei e fasò consiste nel mettere a bagno i fagioli e portarli alla quasi cottura; i fagioli borlotti vanno infatti lasciati per una notte in ammollo in acqua, dopodiché vanno lessati almeno fino a metà cottura, cuocendoli completamente infatti, si rischierebbe di farli spappolare sucessivamente, durante la cottura del sugo.
In un tegame, meglio se di terracotta, sciogliete il burro e soffriggete la cipolla tritata fine, aggiungete il lardo tritato finemente ( in alternativa potete usare un cucchiaio di strutto), il prezzemolo tritato e per ultimi i fagioli.

A metà cottura aggiungete il concentrato di pomodoro e portate a termine la cottura.
Nel frattempo cuocete i pisarei che, una volta scolati dall’acqua di cottura, andranno fatti insaporire qualche istante insieme al sugo; servite i pisarei e fasò ben caldi con una spolverata di Parmigiano e un filo di olio extravergine d’oliva.

Rubrica: Il Buongustaio - Argomenti: ,

La Sardegna a Monaco

maggio 25, 2010 | Commenti disabilitati

L’E-Caffe di Manuela Rocca

E-Caffe di Manuela Rocca

E-Caffe di Manuela Rocca

Secondo la rivista Prinz il ristorante di Manuela Rocca, nel cuore di Maxvorstadt (Häberlstr. 7) è il più piccolo della città con cinque, massimo sei tavoli, sempre pieni e spesso disposti in modo diverso. Ma anche uno dei più buoni e particolari.

La proprietaria, Manuela Rocca, di origine sarda, prepara deliziosi piatti originari della sua terra: i gnocchetti sardi, per esempio non mancano mai, serviti con sugo di percorino o in altre forme e modalità, tutto secondo le tradizionali ricette sarde.

La mattina si fa colazione all’italiana con espresso o cappuccino e le paste che ricordano la vera colazione all’italiana. A far da cornice a questo mini-ristorante sono gli scaffali colmi di bottiglie di vino, immancabilmente sardo. L’E-Caffe è naturalmente anche negozio.

Una visita – gastronomica – vale la pena!

Gli orari così come l’indirizzo esatto sono consultabili al link ufficiale:

www.e-caffe.de

I pansoti al sugo di noce

maggio 20, 2010 | Commenti disabilitati

Le noci e le erbe di Portofino: i pansoti

I pansoti al sugo di noce

Da un libro di ricette liguri si legge…”un piatto costituito da ravioli rigorosamente magri, riempiti con un miscuglio di cinque erbe che non hanno cittadinanza negli orti comuni. Queste cinque erbe, di cui la principale è la borragine, vengono raccolte esclusivamente sul monte di Portofino, la mattina sui cigli dei sentieri e lungo le fasce tra i muretti a secco. Manipolate, amalgamate con estrema attenzione fino a che non si mutano in un pezioso prebuggiun”.”Prebuggiun” vuol dire, in termine dialettale, erbe da cuocere de. Con la bietola e il prezzemolo siamo a sette erbe. E’ difficile, però, trovare oggi le erbe più rare. Quindi occorrerà accontentarsi.

Da qui si deduce che l’origine dei pansoti (anche scritto pansotti), uno dei più tipici piatti liguri è recente, infatti non ve n’è traccia nelle antiche cuciniere genovesi col ripieno di erbette montane. Sulla forma che dovrebbero avere i pansoti vi sono diverse opinioni, c’è chi li vuole fatti a triangolo, chi a mezzaluna, chi a grosso tortellino, su un’unica cosa sono tutti concordi: i pansoti vanno conditi esclusivamente con la salsa di noci, anche se sono buonissimi immersi nel burro aromatizzato alla salvia oppure, ancora, col sugo di pinoli.
Tradizionalmente la salsa di noci era chiamata “Tocco de nux” e veniva preparata con le noci che si andavano a raccogliere durante l’autunno. Si pens ache la salsa di noci sia stata ideate appositamente per questo piatto.

Difficoltà: media
Preparazione: 50 minuti più il tempo di riposo
Cottura: 12 minuti

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta:
500 gr. di farina
1 uovo
sale
Per il ripieno:
350 gr. di bietole
250 gr. di borragine
500 gr. di “preboggion” (* vedi commenti)
150 gr. di ricotta fresca
parmigiano grattugiato
noce moscata
qualche foglia di maggiorana
2 uova
sale
Per il condimento:
salsa di noci
parmigiano grattugiato

Preparazione

Per la sfoglia, impastare la farina e l’uovo con l’acqua necessaria ad ottenere un composto morbido ed omogeneo. Ricoprire con un canovaccio, lasciar riposare per almeno un’ora, durante la quale si preparerà il ripieno. Pulire e lavare le verdure, lessarle in poca acqua con un pizzico di sale. Scolarle, strizzarle, tritarle molto finemente e porre il ricavato in una ciotola.

Con una forchetta schiacciare in un altro recipiente la ricotta, unirvi le uova e una manciata di parmigiano grattugiato. Amalgamare con cura il composto, quindi unirlo alle verdure; insaporire con una grattugiata di noce moscata e la maggiorana, salare e mescolare sino ad ottenere un impasto ben compatto.

Tirare dalla pasta una sfoglia molto sottile e tagliarvi dei quadrati di circa 6 cm. di lato; posare un cucchiaino di ripieno al centro di ciascuno di essi, quindi ripiegare la pasta a triangolo, facendone aderire bene i lembi; se necessario ritagliare il triangolo così ottenuto con l’apposita rotellina dentellata per la pasta, in modo tale da avere un effetto estetico più gradevole del pansotto. Lessare in abbondante acqua salata, scolare, condire con la salsa di noci e parmigiano grattugiato.

Rubrica: Il Buongustaio - Argomenti: , ,

Gnocco fritto, pinzini, crescentine…

maggio 10, 2010 | Commenti disabilitati

Specialità tipiche emiliane da leccarsi i baffi!

Il gnocco fritto modenese

Il gnocco fritto modenese

Dopo la salama da sugo, il nostro esperto di gastronomia emiliano-romagnola Paolo Roberto Cotechinho ci offre un altro prezioso contributo alla conoscenza delle tradizione culinarie nostrane ed una segnalazione di un’interessante manifestazione a Germering con degustazione del gnocco, da non perdere per i buongustai.

“Domenica d’agosto… ore 19.30… ci sono ancora 35°… Cosa facciamo da cena? La risposta è molto spesso già nota: prosciutto e melone! Come sempre direi… ma visto che di domenica abbiamo un po’ di tempo in più, perché non aggiungerci anche due pinzini??? O del gnocco fritto??? O delle crescentine??? Che differenza c’è? Bella domanda… la differenza (ingredienti segreti a parte…) sta nella città in cui ci troviamo! A Modena e Reggio troverete il gnocco fritto, sull’Appennino e provincia di Bologna le crescentine, mentre a Ferrara solo i pinzini!

Come si preparano? Molto semplice: farina, lievito di birra, acqua, sale e dell’ottimo olio d’oliva. Qualcuno ci aggiunge anche un po’ di strutto… qualche caloria in più non guasta mai… specie in Emilia! Una volta lasciato lievitare l’impasto, lo si stende e se ne ricavano i famosi quadrettini, che verranno bucherellati con una forchetta. A scelta, si possono anche lasciare lievitare una seconda volta per una ventina di minuti, prima di friggerli in abbondante olio caldo.

Scolati bene sulla carta assorbente sono già pronti per la tavola. Caldi o freddi. Un po’ di stracchino, qualche altro formaggio, due fette di salame e del buon lambrusco… ecco preparata la migliore cena estiva!!! Ah… non dimenticate in frigo il prosciutto e il melone…

Se volete provare direttamente il piacere di questo piatto, segnaliamo che sabato 15 e domenca 16 a Germering la comunità modenese a Monaco, nell’ambito dei festeggiamenti per i 10 anni della Deutsche-Italienische Gesellschaft cucinerà per tutti… un evento da non perdere! Mi raccomando… chiedete del gnocco fritto (e non dei pinzini…) o non troverete niente!”

Torna alla Home del Blog degli Italiani a Monaco