Conoscere altri emigranti a Monaco: InterNations

agosto 28, 2010 | Commenti disabilitati

Una simpatica possibilità per inserirsi in un ambiente internazionale a Monaco.

InterNations, un'ottima possibilità per conoscere stranieri a Monaco

InterNations, un'ottima possibilità per conoscere stranieri a Monaco

A chi non ha ancora i mezzi linguistici per frequentare tedeschi e vuole comunque allacciare nuove amicizie in ambienti internazionali consigliamo di dare un’occhiata al sito di InterNations. Si tratta di un social network a metà strada tra il Xing e Facebook, la cui più interessante caratteristica è l’organizzazione di feste in locali notturni a Monaco.

Una volta che ci si è iscritti al sito, si ricevono inviti per le manifestazioni di interesse nella propria area geografica, siano queste gite, corsi di ballo o feste. In particolare viene organizzata circa ogni due mesi una festa italiana, la prossima dal titolo “Let’s Speak Italian/Italienisch Stammtisch” avrà luogo l’8 settembre 2010 presso il Ristorante Va Bene (zona Isartor).

Per partecipare agli eventi bisogna necessariamente iscriversi all’associazione (gratuitamente) ed aderire alla specifica festa, dato che in genere all’ingresso viene chiesto il nome che dovrebbe trovarsi sulla lista di chi ha aderito all’evento. Appena entrati si riceve anche una targhetta adesiva con l’indicazione del proprio nome e della propria nazionalità, dettaglio che offre l’occasione per rompere il ghiaccio.

L’ultima festa a cui abbiamo partecipato si è tenuta presso il locale Beach38 mercoledì 25 Agosto, e possiamo confermare la presenza di centinaia di ragazzi provenienti da tutti i paesi del mondo nonché di una nutrita pattuglia di italiani.

Per informazioni si consiglia di consultare il sito dell’associazione www.internations.org

#12: Ordinare al ristorante bavarese per gli ospiti italiani

agosto 26, 2010 | Commenti disabilitati

Un piacere cinico e per questo intensissimo.

Una Gasthaus bavarese, teatro idele per questo piacere

Una Gasthaus bavarese, teatro idele per questo piacere

Ho preparato tutto da tempo, meticolosamente, ho effettuato diversi sopraluoghi sulla scena, ho provato in prima persona svariate soluzioni, sono pronto alla recita e ferocemente determinato al mio successo.

I miei ospiti da Milano sono giunti per fare da inconsapevoli comparse alla mia rappresentazione. Li ho convinti subito e facilmente a pranzare in uno delle tipiche Gasthaus locali, sono caduti nella mia trappola docili, convinti di provare una nuova emozionante esperienza, e così sarà… ma soprattutto per me.

Il momento è arrivato, entriamo nel locale, la scenografia è smaccatamente bavarese, così come serve per impressionarli. Ci accomodiamo attorno ad una tavola riccamente decorata con ogni possibile ammennicolo a tema. Si dia inizio alle danze! I miei ingenui commensali aprono timorosi i menù alieni, dai pittoreschi quanto indecifrabili caratteri gotici, tocca a me, posso entrare sul palco, comincia la recita, maledizione, indietro non si torna.

Comincio in tutta calma a tradurre la carta del giorno, non importa essere fedeli, posso barare a mio piacimento, non mi scopriranno mai. I cibi che non conosco vengono così vilmente descritti che nessuno si azzarderebbe ad provare simili intrugli… “per carità! ma come fanno a mangiare così!“. I miei spettatori vengono subdolamente indirizzati verso universi pienamente esplorati… Sauerbraten, Schnitzel, Knödel, Ente… non sono forse questi i piatti tipici?

La cameriera arriva, grassoccia e rosea, fasciata nel suo Dirndl che ne esalta le forme rubiconde, è lei la mia spalla necessaria e deve collaborare, altrimenti saranno guai, per me e per lei. Ordinare le bevande serve solo ad aprire le schermaglie, ma è solo un prologo che aiuta a fare salire la tensione, mi disimpegno sovrano ma la sfida è ancora troppo poco stimolante per un asso del mio calibro, sulle bevanda non è possibile sbagliare.

Adesso il gioco si fa duro, bisogna ordinare il cibo, tu non devi tradirmi, oh cameriera rosea e grassocia, non fare domande inutili, non opporti al mio strapotere linguistico, aspetto da troppo questo momento, attenta a te… gli occhi del pubblico sono puntati sul primattore, il riflettore si accende, è il mio momento, divo o comparsa si decide adesso e per varrà per l’eternità.

Tutto fila liscio, lei è stata brava, un piccolo momento di tensione si è subito stemperato, saranno i Rotblaukraut ad accompagnare l’anatra, poi ritira i menù e si avvia verso la cucina. È tutto finito.

Mi volto a ricevere il mio applauso, gli occhi dei miei spettatori brillano di ammirazione, le loro bocche sorridono di approvazione, uno mi dice: “ma allora ti sei davvero integrato!“. Non rispondo, non serve, un ghigno di sufficienza mi taglia la faccia, mi appoggio allo schienale della mia sedia, ed il mondo scompare, sono libero e volo, il mio petto si gonfia e decollo tronfio di boria, sono un uccello che si alza più in alto del sole, sono una boa e galleggio felice sull’oceano della mia vanità.

MERAVIGLIOSO!

Rubrica: Cento Cose Mervigliose - Argomenti:

Il piacere di godere delle serate senza fastidiose punture.

Le serate estive sul balcone senza zanzare: meraviglioso!

Le serate estive sul balcone senza zanzare: meraviglioso!

Siedo sulla mia terrazzina, sul mio balconcino bavarese in legno con vista su un bel giardinetto interno, curato e profumato. È buio e silenzio, solo alcune finestre sono illuminate dalle luci azzurre delle televisioni. Sono sulla mia sdraio a godermi uno dei piaceri che a Milano mi erano sconosciuti, il riposo in terrazza, senza gas maleodoranti che mi avvelenano, senza l’odiosa aggressione dei rumori del traffico e della cosiddetta “movida milanese“, un vociare scomposto ed irrispettoso dell’altrui pace. È vero, non è così dappertutto a Monaco, magari sono stato fortunato ad affittare in una zona silenziosa, ma il fracasso non è comunque una delle caratteristiche della città.

In questo delicato torpore d’improvviso qualcosa mi balena nella mente, ho capito adesso cosa fa davvero la differenza: sono qui alla luce di una grossa candela con i miei gerani davanti, ho la finestra aperta e nella stanza la lampada è ancora accesa, eppure… loro non ci sono, non sono arrivate e non arriveranno.

Nonostante il fiume ed i mille ruscelli che li alimentano, i grandi laghi ed i graziosi stagni artificiali che adornano i parchi, il clima piovoso, i boschi e le campagne, qui non ci sono zanzare. Posso godere di questa pace, leggere a letto con la luce accesa e la finestra aperta, godere il fresco della sera con gli amici che sorseggiano vino, senza l’ossessione di dovermi difendere da chi il mio sangue vuole succhiare, perforando la mia pelle con i suoi impuri strumenti, tormentarmi nelle calde notti d’estate e riempirsi il ventre dei miei succhi. Guardo il mio giardinetto illuminato con tenui lampioni dal mio balcone, alla luce di una grossa candela, mi accarezzo la pelle intatta e sono felice.

MERAVIGLIOSO!

Un artikel sulla lingua italiana

agosto 19, 2010 | Commenti disabilitati

Il fenomeno del tedeschismo.

Goethe e Petrarca in una stampa d'epoca

Goethe e Petrarca in una stampa d'epoca

Ci pensavo da un po’, ci pensavo anche dopo aver visto Beningi recitare Dante qui a Monaco l’anno scorso, ci rifletto in realtà da quando vivo a Monaco…

Chi da buon italiano „emigrato“ in Germania e residente da almeno quatto o cinque anni in terra teutonica non conosce il fenomeno del tedeschismo? Sì, sì, avete letto bene, non inglesismo che oramai è una parola semi ufficiale del vocabolario italiano. Il tedeschismo, lo stesso fenomeno, riferito però all’influenza della lingua tedesca nella lingua italiana, fenomeno che, a differenza di quello messo in atto dalla lingua inglese, riguarda da vicino solo chi vive in Germania e parla il tedesco quotidianamente, al lavoro, a scuola, per lo studio. D’altro canto non va dimenticato che alcune parole tedesche sono entrate a far parte della lingua italiana già da un po’ e che gli “italiani – italiani” le usano, forse senza rendersi conto della loro vera origine (panzer, krapfen, autobahn, diesel, würstel etc.)

“Mi sono bewerbato per quel posto, speriamo non mi mandino l’absage…!

“Hai fatto l’anmeldung per il corso?”

“Di questa notizia mi froio molto…”

Questo locale è proprio gemütlich

Insomma, una vera e propria Sprachsalad, per dirla ancora una volta come i nostri vicini tedeschi, che se all’apparenza risulta divertente perché “colora” il vocabolario quotidiano, a lungo andare comporta il rischio di una “contaminazione” poco salutare, sia per la lingua straniera – le cui espressioni possono essere usate magari in contesti inadatti, sia per la lingua madre che perde a lungo andare la sua forza ed efficacia. Non è per esaltare  banalmente il purismo linguistico, stile academia della crusca, ma è una semplice riflessione sul pericolo di verlernen (disimparare) la propria lingua quando si vive per lungo tempo all’estero…

Interessante sarebbe approfonidre il perchè tante parole vengano sostituite quasi automaticamente nei loro corrispondenti o quasi termini tedeschi; si sa, il tedesco è una lingua logica, precisa, stringente e puntuale e per questo molto pratica da usare. L’italiano, invece, è fatto di lunghe e melodiche perifrasi, necessita sempre di un contesto (piccolo o  grande che sia), insomma, forse è l’ambiente, il ritmo di vita, forse è il modo di pensare diverso che influenzano l’uso quotidiano della lingua…

Rubrica: Cultura - Argomenti: ,

Locali di Monaco: il Cafe Tambosi

agosto 18, 2010 | Commenti disabilitati

Uno dei più celebri e caratteristici locali di origine italiana nel cuore di Monaco.

I tavolini del Cafe Tambosi allineati verso la loggia di Odensplatz

I tavolini del Cafe Tambosi allineati verso la loggia di Odensplatz

Ieri abbiamo visitato il celebre Cafe Tambosi (Odeonsplatz 18), nel cuore della città, al lato dell’Hofgarten e con splendida vista su una delle piazze più belle della città. La storia del locale e della famiglia di Luigi Tambosi che lo fondò è lunga e risale addirittura ai primi decenni del 1800.

Oggi il Cafe è uno dei locali più belli e caratteristici di Monaco di Baviera, con i posti a sedere all’esterno tutti allineati nella direzione della loggia di Odeonsplatz. Inoltre una parte dei tavoli esterni sono sistemati all’interno dell’Hofgarten con un’atmosfera in realtà più da biergarten che da locale d’epoca. La parte più bella a nostro avviso, sono i locali interni, soprattutto al piano superiore, dove ci si può accomodare su comode poltrone e divani in stile antico. L’atmosfera interna è davvero da locale storico, sembra quasi di essere proiettati indietro nel tempo di un secolo.

È disponibile anche una cucina con piatti caldi che però non abbiamo mai sperimentato. La specialità sono forse diversi tipi di caffè e cappuccini, ma è l’ambiente che rende questo posto meritevole di frequenti visite.

Per ulteriori informazioni, anche sulle numerose manifestazioni musicali legate al Cafe Tambosi, è consigliabile consultare il sito:
www.tambosi.de

Rubrica: Il Buongustaio,Tempo Libero - Argomenti:

Infrangere un tabù primordiale: restare scalzi in ufficio.

I colleghi tedeschi in ufficio: sandali e calzini bianchi di spugna

I colleghi tedeschi in ufficio: sandali e calzini bianchi di spugna

Radicate nel profondo dell’incoscio, le inibizioni ancestrali si manifestano come monumentali recinti che circoscrivono il comportamento umano. Alcune sono insormontabili, come magistralmente descritto dall’arte di Sofocle nell’Edipo Re e scientificamente codificato da Freud prima, e da Jung poi, altre si rivelano più fragili e, seppur con fatica, valicabili. È quanto è successo a me.

Appena arrivato nella mia nuova azienda, fui condotto in un primo giro di presentazione nei nuovi uffici. L’emozione per l’inizio ufficiale della mia seconda vita professionale ed umana era pari alla curiosità verso i nuovi mondi che si dischiudevano ai miei occhi come ad un novello Cristoforo Colombo. Quali meraviglie esotiche avrei scoperto in questi nuovi posti?

Ad una prima occhiata le differenze con il mio vecchio ufficio di Milano non sembravano enormi, uffici più piccoli sostituivano gli enormi open space a cui ero abituato, le attrezzature sembravano forse più moderne, ma non molto di più. Tuttavia un particolare richiamava il mio occhio come una nota stonata in quella nuovissima sinfonia. Quasi tutte le scrivanie erano vuote, era tempo di vacanze autunnali, ma sotto ognuna, allineate in bell’ordine accanto alla sedia, spuntavano paia di sandali o di pantofole. Non riuscivo a capacitarmi, continuavo nel mio giro ormai del tutto incurante del mio accompagnatore che mi spiegava la funzione dei vari reparti, attento solo a scorgere nuovi esemplari sotto la successiva scrivania. Per la maggior parte si trattava delle famigerate Birkenstock, sandali tedeschi per antonomasia, quelli che loro amano portare con i calzini corti bianchi nelle loro passeggiate sulle spiaggie romagnole. Già, ma come osavano far bella mostra di sé negli uffici di una multinazionale di fama mondiale?

Più tardi, nei giorni successivi, tutto mi fu chiaro. I colleghi tedeschi amano giungere in ufficio e lì come prima azione del girno lavorativo togliersi le scarpe, in inverno di sicuro, ma a volte anche nella piovosa estate bavarese, per restare comodi in ciabatte e calzini, sia gli uomini sia, seppur più raramente, le donne, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Giurai allora di non farmi corrompere, di non scendere nel loro abisso, la mia italica dignità lo avrebbe impedito con una ribellione dai più profondi recessi del mio Io.

Ed invece non ce l’ho fatta, mi son fatto trascinare nel fango, giù nelle tenebre dell’Ade, un percorso senza ritorno, l’anima è ormai macchiata e nulla potrà renderle l’antice purezza. È stato in un giorno di primavera, l’ufficio non era al completo, solo un neoassunto al tavolo accanto al mio, guardo la mia scrivania con intensità fino ad allora mai sperimentata, è lunga e mi copre da sguardi indiscreti, la porta è defilata, adesso o mai più, con lentezza e movimenti calibrati ma prudenti mi sfilo la sinistra, una leggera pressione del piede destro sul tacco è bastata, poi va via anche l’altra, distendo gli alluci, inarco le piante, sento un senso di freschezza e benessere mai conosciuto prima, i tessuti si espandono, le carni compresse si rilassano, una inebriante emozione parte dalle mie estremità e mi invade, al sandalo da ufficio non arriverò, lo giuro sulla tomba dei miei antenati, ma intanto adesso sono libero, impuro ma felice.

MERAVIGLIOSO!

Ristoranti a Monaco: il Gast

agosto 14, 2010 | Commenti disabilitati

Un suggerimento per una buona pizza in un ambiente moderno.

Cucina aperta al centro del locale (tratto dal sito del Gast)

Cucina aperta al centro del locale (tratto dal sito del Gast)

Ieri abbiamo visitato il Gast, ristorante al lato del teatro Gasteig a Monaco al numero 5 della Rosenheimer Straße. Il locale ha una atmosfera molto moderna e giovane, basata sul concetto della Open Kitchen, che vuol dire più o meno che si ordina in proprio al banco e si aspetta che il cuoco cucini il piatto sotto i propri occhi. Una specie di self service insomma, in cui la cucina è al centro del locale aperta agli sguardi degli ospiti.

All’ingresso viene distribuita una tessera sulla quale verranno addebitati gli importi di cibi e bevande, e con la quale si passa poi alla cassa a pagare. Ed attenzione a non perderla perché il conto potrebbe essere salato.

I tavoli sono dei banconi alti con sgabelli condivisi da commensali appartenenti anche a diverse comitive, oppure dei tavolini più piccoli e più tradizionali. Con il bel tempo si può stare all’aperto sulla terrazza, comunque coperta, perché a Monaco non si sa mai. Inoltre una zona piuttosto ampia del locale è arredata con comodi divani, una vera e propria sala adatta alla conversazione dopo la cena.

Il servizio consiste essenzialmente nel ritiro dei piatti vuoti, per le ordinazioni bisogna recarsi direttamente al banco ed ordinare al cuoco o al pizzaiolo. I piatti sono a base di pasta o di riso oppure ancora insalate. Le pizze sono particolarmente generose e saporite. Ieri abbiamo personalmente provato la gorgonzola e parma ed una crudo e rucola (8 Euro ciascuna) restandone soddisfatti.

I prezzi sono in generale modici, un piatto di pasta o una pizza ed una bevanda possono oscillare tra i dieci e i quindici euro, qualcosa in più se si assaggia il buon tiramisù della casa.

Per maggiori informazioni e per prenotare consultare il sito:
www.gast-muenchen.de

Rubrica: Il Buongustaio,Tempo Libero - Argomenti: ,

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