apr
29
Briciole di saggezza: proverbi italiani in tedesco
aprile 29, 2010 | 1 Commento
L’interculturalità nei proverbi
Dietro i proverbi si nasconde una cultura intera. Li conosciamo, li citiamo, ma spesso non riflettiamo di quanti e quali valori culturali i proverbi facciano veicolo.Il termine deriva dal latino “proverbium” e significa appunto parola.
Li potremmo definire espressioni popolari che indicano, in forma breve e compatta, un concetto un pensiero o una massima. Il proverbio è come una Bibbia del popolo che si adatta alle più svariate circostanze della vita sociale e naturale. Sono definiti anche la saggezza dei popoli, proprio perché i padri li insegnano ai figli e li tramandano così di generazione in generazione-
Benedetto Croce definì i proverbi:”il monumento parlato del buonsenso”.
Ci sono molti proverbi italiani che si ritrovano nella cultura e lingua tedesca, più di quanto non si pensi. Eccone alcuni:
I: A buon intenditore poche parole bastano.
D: Dem Kenner reichen wenige Worte.
I: A rubare poco si va in galera, a rubare tanto si fa carriera.
D: Wenn man wenig stiehlt, kommt man ins Gefängnis, wenn man viel stiehlt, macht man Karriere.
I: Amici veri sono come meloni, di cento ne trovi due buoni.
D: Wahre Freunde sind wie Melonen, unter hundert findet man nur zwei Gute.
I: Chi ben comincia è a metà dell’opera.
D: Gut begonnen ist halb gewonnen.
I: Chi conosce il trucco, non l’insegna.
D: Wer den Betrug kennt, lehrt ihn nicht.
I: Chi dorme non piglia pesce.
D: Wer schläft fängt keine Fische.
I: Chi fa da sé, fa per tre.
D: Selbst getan ist bald getan.
I: Chi la dura la vince.
D: Beharrlichkeit führt zum Ziel.
I: Chi la fa, l’aspetti.
D: Wer andern eine Grube gräbt, fällt selbst hinein.
I: Chi pecora si fa, il lupo lo mangia.
D: Wer sich unter den Treber mengt, den fressen die Schweine.
I: Chi ride il venerdì, piange la domenica.
D: Den Vogel der am Abend pfeift, frißt am Abend die Katz.
apr
28
Anafora, pleonasmo e sincope
aprile 28, 2010 | Commenti disabilitati
Continua il nostro viaggio tra le figure retoriche della letteratura italiana
Presentiamo oggi altre tre figure retoriche della lingua italiana, il cui utilizzo è estremamente comune, seppur non sempre corretto.
Anafora: ripetizione (dal greco anaphorá) di una parola o di un gruppo di parole all’inizio di più versi o di più frasi successive. Serve a sottolineare la parola o il concetto ripetuti in posizione retoricamente forte. Esempi: “Per me si va nella città dolente, / per me si va nell’eterno dolore, / per me si va tra la perduta gente” (Dante, Inferno, III).
Pleonasmo: aggiunta di elementi superflui ad una frase già di per sé di senso compiuto, allo scopo di ottenere un’effetto di sottolineatura o di rafforzamento. Il pleonasmo è comunissimo nella lingua colloquiale, con esempi del tipo “a me mi piace”, “scendi giù”, “piano, piano”. Si noti che il primo esempio, seppur piuttosto comune, rappresenta un grave errore nella lingua ufficiale e scritta, che squalifica immediatamente chi lo commette in occasioni formali.
Sincope: caduta di un suono o di un gruppo di suoni all’interno di una parola. Un esempio aulico è “uno spirto (ossia spirito) soave e pien d’amore che va dicendo all’anima sospira!” di Dante, un esempio comunissimo è l’utilizzo di “nn” al posto di “non” negli sms degli adolescenti moderni o nel nome Gianni sincope di Giovanni.
apr
27
Was fehlt Ihnen? Che cos’ha? Medici bilingue a Monaco
aprile 27, 2010 | Commenti disabilitati
Lo studio medico bilingue a Monaco
Nel cuore di Monaco, proprio nei pressi del celebre Viktualienmarkt, Frauenstrasse 17, si trova uno studio medico bilingue (tedesco–italiano) coordinato dal dottore Stephan Guggenbichler e dalla dottoressa Katrin Hoehne. Si tratta senza dubbio di un punto di riferimento fondamentale per i numerosi italiani a Monaco che desiderano e/o necessitano ricevere un’assistenza medica nella loro lingua madre. Stephan Guggenbichler e Katrin Hoehne, di origine tedesca, hanno entrambi studiato medicina in Italia per poi ritornare in patria per praticare la loro professione. Stephan, consapevole della necessità di coprire una così importante “nicchia di mercato” come quella dell’assistenza medica in lingua, ha deciso di fondare prima da solo nel 1981 e successivamente nel 2006 con la dott.ssa Hoehne, ampliandolo a servizio mutualistico, uno studio medico in cui si parla e si agisce contemporaneamente in due lingue e con due approcci culturali così vicini eppure così diversi come quello italiano e tedesco. Anche il personale infermieristico che supporta i due dottori è perfettamente bilingue.
E chi meglio di questo team non conosce le tipiche difficoltà dei pazienti “stranieri” di esprimere sintomi, disturbi e paure legate anche a una situazione di disagio (inter) culturale, inconscia ma sempre presente?
Lo studio medico offre non solo un servizio di medicina generale ma rappresenta anche un centro di consulenza specializzato per la flebologia,“centro specialistico della gambe sane e belle”, diretto dal Dott. Guggenbichler.
Recentemente il team si è arricchito di una nuova presenza, anch’essa “biculturale e bilingue”: la dott. ssa Tania.
Per appuntamenti e maggiori informazioni si consiglia di vistare il sito ufficiale: www.beinsprechstunde.de
apr
26
Associazioni italiane a Monaco: il Circolo Cento Fiori
aprile 26, 2010 | Commenti disabilitati
Conosciamo le associazioni culturali italiane attive a Monaco di Baviera.
Il Circolo Cento Fiori è costituito da un gruppo di italiani e tedeschi residenti a Monaco e riuniti in questa associazione
culturale senza fini di lucro per realizzare obiettivi quali la promozione e la diffusione della cultura italiana, la solidarietà e la comunicazione interculturale, la cultura di pace e la giustizia sociale.
Il Circolo nasce ufficialmente a Monaco di Baviera nel 1980 quale associazione democratica e antifascista di lavoratori italiani ivi residenti, con lo scopo di costituire un punto di raccolta per gli iscritti e di realizzare iniziative sociali, ricreative e culturali.
La prima grande iniziativa del Circolo fu l’organizzazione di aiuti a seguito del terribile terremoto dell’Irpinia (novembre 1980), nel quale morirono più di tremila persone. Furono inviati due furgoni e una jeep messi a disposizione da cittadini tedeschi, contenenti vestiario e materiale da costruzione
Da allora il Circolo Cento Fiori si è distinto per la sua attività in campo culturale, con l’organizzazione rassegne cinematografiche, convegni e dibattiti cui hanno partecipato negli anni tra gli altri personaggi come il procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli, il giornalista/scrittore Giulietto Chiesa, e in collaborazione con altre associazioni il giornalista/scrittore Travaglio e il procuratore Gratteri.
Le iniziative culturali del Circolo Cento Fiori sono regolarmente riportate nel calendario degli eventi del Blog degli Italiani a Monaco nella barra laterale qui a destra. Tra le più significative in corso segnaliamo la mostra fotografica di Letizia Battaglia di cui abbiamo riferito in un recente articolo.
Ulteriori informazioni e contatti sul sito www.centofiori.de
apr
22
La cima alla Genovese, un piatto buono e antichissimo
aprile 22, 2010 | Commenti disabilitati
La vera ricetta della celebre cima alla genovese

La celebre cima alla genovese
La ricetta si trova già nel “Libro de arte culinaria” di Maestro Martino che operò presso molte corti intorno alla metà del XV secolo. Così fornisce la ricetta denominata “Per far una ventresca di vitello piena”. “Piglia la pancia del vitello et fagli un bugio (= buco) nel canto (= lato) tanto che tu ce possi mettere il pieno, il quale deve essere de queste cose sotto infrascripte, cioè: de bon caso vecchio, quattro ova, un pocho di pepe un pocho rotto, un pocho di zaffano, de uva passa, et un pocho de petrosello et maiorana et menta baptuta bene; et meschia tutte queste cose inseme. Et dapoi mettile in la ditta pancia, et ponila a cocere allesso, et fa’ che sia ben cotta.” come pure ci offre la ricetta della minestra d’erbe: “Togli le foglia di viete (= bietola), et un pocha di borragine et fagli dare un boglio in acqua chiara bogliente quando le mitti dentro; dapoi cacciale fore et battile molto bene col coltello. Et togli un pocho de petrosillo, et di menta cruda, et similemente le batti co le ditte herbe. Dapoi macinale bene nel mortale, et mittile in una pignatta con brodo grasso et falle bollire un pocho. Et se ti pare mettevi un pocho di pepe.”
Possiamo definire la cima alla genovese una specie di arrosto ripieno poichè questo piatto si compone di una sacca di carne di vitello ed un ripieno. Le origini di questo piatto sono da ricercarsi nell’antichità, quando i contadini e gli allevatori liguri, per non sprecare la carne, ne facevano una sorta di arrosto. In realtà di carne nella cima non c’è n’è molta, infatti, tolta la sacca di carne, il ripieno è costituito principalmente da verdure, pinoli e formaggio.
Ingredienti per 6-8 persone
1,5 Kg di petto di vitello aperto a tasca
100 gr. di polpa di vitello
300 gr. di animelle di vitello già pulite e sbollentate
200 gr. di cervello di vitello
30 gr. di funghi secchi
1 limone
1 spicchio di aglio
2 cipolle
2 carote
50 gr. di burro
80 gr. di piselli sgranati
1 rametto di maggiorana fresca
30 gr. di pistacchi pelati
40 gr. di Parmigiano Reggiano grattugiato
4 grosse uova
1 costola di sedano
prezzemolo, sale, pepe
Preparazione
Pulire il cervello lavandolo sotto l’acqua fredda corrente, eliminare con un coltellino le vene più evidenti e la sottile membrama che lo ricopre, quindi lessarlo per 5 minuti in acqua acidulata con il succo di mezzo limone.
Scolare ed immergerlo subito in acqua fredda aromatizzata anch’essa con succo di limone, lasciandolo per 1 ora prima di utilizzarlo.
Mettere i funghi secchi ad ammorbidire in acqua calda per una decina di minuti, poi strizzarli e tritarli. Tagliare la polpa di vitello, le animelle e il cervello a dadini. Tritare l’aglio, una cipolla e una carota, fare appassire il tutto nel burro, quindi aggiungere la carne e le frattaglie e cuocere a fuoco medio per 5-6 minuti. Unire i funghi e i piselli, proseguire la cottura ancora per 5 minuti, poi salare, pepare e mettere il tutto in una ciotola; aggiungere un cucchiaio di maggiorana tritata insieme ai pistacchi, il formaggio e le uova sbattute. Regolare di sale, amalgamare il tutto e con questo composto farcire la tasca di vitello. Cucire l’apertura per evitare che il ripieno fuoriesca durante la cottura. Portare ad ebollizione abbondante acqua salata, aromatizzata con il sedano, la carota, la cipolla e un rametto di prezzemolo, in una pentola lunga e stretta; immergere la cima e lasciare sobbollire, semicoperto, per circa 2 ore. Sgocciolarla bene e farla raffreddare sotto un peso, prima di servirla tagliata a fette.
apr
21
Italiani all’estero sul web: Altritaliani
aprile 21, 2010 | Commenti disabilitati
Altritaliani (Les Other italianos) per saperne di più sull’Italia di oggi

Logo dell'associazione culturale Altritaliani
Oggi ospitiamo volentieri la presentazione di un sito web per italiani all’estero, Altritaliani (Les Other italianos) , con taglio simile al nostro Blog degli Italiani a Monaco, con sede in Francia, che dimostra a nostro avviso quanto forte sia la voglia di riscoprire cultura e tradizioni italiche tra le comunità di connazionali emigranti o in quanti, da non italiani, guardano al nostro paese con curiosità ed interesse. Parlare di Italia, di cultura, di tradizioni e di cucina con taglio leggero aiuta ad accorciare le distanze, limare le incomprensioni, favorire la buona convivenza, nel rispetto delle reciproche identità.
“Siete italiani? Vivete all’estero? Se siete in Italia, vi succede di sentirvi a disagio, di sognare un altrove? Non siete italiani però guardate all’Italia? Vi chiedete a volte ma che succede laggiù? Vi piace un modo un po’ meticcio, lontano dal cliché, d’intendere la nostra cultura?
Ecco un sito franco-italiano che fa per voi. Un laboratorio di idee, uno strumento di riflessione e cultura, un osservatorio della realtà italiana vista dall’estero, nonché una porta aperta ai vostri contributi e suggerimenti… nella lingua che vi pare.
Oltre agli Editoriali, con un taglio critico, ironico, a Temi e Idee – approfondimenti di politica, economia, filosofia, sociologia, psicologia…, il Mensile su un argomento “diverso” fuori dalla notizia, scoprirete rubriche come: Dicono di noi, con articoli di stampa italiana ed estera sull’Italia; cultura & Cultura – arte, teatro, musica, libri e letteratura, forum della lingua italiana (tanto meglio la cultura con la “c” minuscola che non circola sulle corsie preferenziali dei grandi canali istituzionali); Italiani in giro per il racconto d’esperienze e storie da condividere; Il Café des Italiens, il forum di Altritaliani a cui partecipare; la Galleria per valorizzare nuovi talenti ed artisti che faticano a trovare visibilità. Servizi a tutti e per tutti: Cercate casa? lavoro? amici? L’iscrizione alla Newsletter è importante per essere regolarmente aggiornati!
Altritaliani è un’associazione culturale senza scopo di lucro, creata a Parigi a Marzo 2009.”
Per saperne di più consigliamo di visitare www.altritaliani.net.
apr
15
Il pesto alla Genovese, buono e conveniente
aprile 15, 2010 | Commenti disabilitati
La vera ricetta del prodotto ligure per eccellenza

Il pesto, specialità ligure e internazionale
Tutto il mondo conosce il pesto. E tutto il mondo lo produce.
Ma il segreto del vero pesto sta nell’autentico sapore di basilico e soprattutto nell’aria di mare. La cosa interessante è che se per un barattolino di pesto verde al supermercato rischiamo di spendere anche 4 euro, preparandolo in casa otterremo un prodotto qualitativamente migliore a un costo nettamente inferiore.
Quindi, fermo restando che il vero pesto alla genovese può dirsi tale solo se preparato solo con prodotti originali liguri, di seguito troverete la ricetta per prepararlo da voi e qualche utile consiglio per conservarlo in modo da avere la vostra scorta personale.
Ingredienti
4 mazzetti di foglie di basilico fresco
1 bicchiere di olio extravergine di oliva
3 cucchiai di parmigiano e 3 di pecorino
2 spicchi d’aglio
1 cucchiaio di pinoli
sale
Pestello e mortaio
La ricetta originale prevede che gli ingredienti vengano pestati dentro a un mortaio con un pestello di legno: ponete per primi basilico, aglio e pinoli dentro al mortaio e cominciate a schiacciare. Quindi aggiungete poco per volta formaggio e olio mescolando finchè non ottenete un composto omogeneo.
Frullatore
In alternativa per guadagnare tempo potete usare il frullatore, in questo caso però aggiungete subito un po’ d’olio a basilico, aglio e pinoli.
Congelate la vostra creazione
Se avrete la pazienza di preparare un bel po’ di pesto in più potrete agevolmente conservarlo in frezeer dentro a barattoli di vetro ben chiusi. In questo modo potreste avere la vostra scorta invernale e portarvi in tavola un piatto estivo se avrete nostalgia delle vacanze al mare. Una raccomandazione, però! Il pesto va congelato subito perchè mantenga inalterato il suo sapore. Il risultato è garantito!
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